Si celebra oggi la Giornata contro la violenza sulle donne

Oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni unite nel 1999, in ricordo delle sorelle Mirabal, assassinate nel 1960 nella Repubblica Dominicana per il loro impegno politico contro l’allora dittatore Trujillo.

L’assessore al sociale della Regione Veneto, Manuela Lanzarin, ha dichiarato ieri: ”La violenza contro le donne è un fenomeno diffuso che ha molte facce e che ha risvolti più subdoli, ma altrettanto devastanti, sui minori coinvolti. Per questo nel programma regionale di prevenzione e tutela stiamo cercando di dare accoglienza e supporto anche ai figli, testimoni di violenze e spesso privi di adeguata protezione. Sono già più di settanta i minori accolti nelle case protette riconosciute dalla Regione: aiutiamo le donne vittime di soprusi e violenze, ma non dimentichiamoci dei figli”.

Nel frattempo, i dati sulla violenza di genere in Italia continuano ad essere tragici: solo nel 2015, dal 1 gennaio al 3 ottobre, 1100 donne tra i 18 e i 75 anni,  si sono rivolte al  Telefono Rosa. Come dichiara la presidente dell’associazione, Gabriella Moscatelli: «La paura di denunciare agli organi competenti dell’autorità giudiziaria non ferma le donne a rivolgersi a noi: parlano, anche perché sanno anche di essere assistite psicologicamente e legalmente».

Dati alla mano, la crescita delle violenza è capillare in tutta Italia: secondo i dati Istat di giugno 2015, in Italia, 6,788 milioni di donne hanno subito una qualsiasi tipo di violenza, fisica o sessuale, nel corso della loro vita, il 31,5% del totale, e la loro età oscilla tra i 16 ed i 70 anni.

«Un punto di partenza da parte dello Stato per cercare di arginare questo problema» sottolinea Moscatelli, «potrebbe essere quello di educare al rispetto per la persona introducendo già dalla scuola primaria la giusta conoscenza sulla prevenzione alla violenza».

La rete di strutture protette riconosciute e finanziate della Regione Veneto conta attualmente 15 centri antiviolenza, 9 case rifugio e 12 centri di secondo livello. A due anni dall’entrata in vigore della legge regionale 5/2013 di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne, le 36 strutture hanno offerto ascolto telefonico a 6 mila persone, incontrato in colloqui di prima accoglienza 1821 donne, accolto  50 donne (di cui 36 insieme ai loro figli) nelle case rifugio e accompagnato in percorsi di reinserimento 77 (di cui 41 con figli minori) attraverso le case di secondo livello. In totale sono quindi 77 i bambini e adolescenti ospiti delle case protette presenti nelle sette province venete.

«Grazie alla collaborazione storica tra associazionismo, volontariato, servizi e istituzioni pubbliche, il Veneto sta cercando intercettare, pur nell’ormai cronica povertà di risorse pubbliche,  la domanda di aiuto e di protezione di centinaia di donne – rileva ancora Manuela Lanzarin – Una realtà purtroppo complessa e in aumento, che spesso coinvolge anche altre vittime indifese, i figli. Persone da proteggere e tutelare, nei loro inalienabili diritti ad una famiglia, agli affetti,  ad una crescita il più possibile armoniosa, ad una vita normale».