Sforamento Pm10, l’ecoblitz di Legambiente a Palazzo Barbieri

È stato definito un “ecoblitz”, quello avvenuto questa mattina da parte di Legambiente Veneto e Legambiente Verona  di fronte a Palazzo Barbieri dove i rappresentanti dell’associazione a tutela dell’ambiente hanno incontrato gli assessori dei capoluoghi  di provincia del Veneto per parlare di provvedimenti anti  smog.

Ci siamo rotti i polmoni“, questo lo slogan lanciato dall’associazione del cigno verde con un grosso striscione di fronte alla sede del Comune. È successo questa mattina alle 10.30 in piazza Bra, una decina di manifestanti membri dell’associazione, muniti di mascherina, hanno esposto cartelloni e striscioni per mandare un messaggio alla città e alla sua Amministrazione.

A Verona sono stati 114 i giorni di sforamento del PM10 solo nel 2018 ed è per questo che Legambiente Verona e Legambiente Veneto hanno deciso di unirsi e di scendere in piazza per manifestare.

Tra i presenti anche Chiara Martinelli, presidente della sezione veronese dell’associazione, e Luigi Lazzaro, presidente Legambiente Veneto che nel corso del sit- in ha avanzato alcune proposte per migliorare la situazione dell’inquinamento atmosferico.

“È necessario superare l’approccio emergenziale ed estendere immediatamente l’Accordo Padano a tutti i Comuni – ha spiegato Lazzaro di fronte alle telecamere – Bisogna promuovere un Accordo di bacino che fondi le proprie proposte su più aspetti: centri urbani senz’auto, ztl a 30km/h, potenziamento trasporto pubblico, accesso alle zone centrali delle città a pagamento, differenti costi per la sosta in ingresso nei centri storici, ripartizione intermodale degli spostamenti, reti di piste ciclabili”.

Un pensiero che è stato accolto al tavolo degli assessori all’ambiente dei capoluoghi di provincia del Veneto riunitisi per discutere di provvedimenti antismog. Tra questi anche Ilaria Segala che si è espressa d’accordo con il pensiero dell’associazione riguardante la necessità di estendere l’Accordo Padano anche ai Comuni con popolazione inferiore ai 30mila abitanti.

«Siamo qui per dimostrare il nostro appoggio a quelle amministrazioni che fanno qualcosa per tutelare la salute pubblica dall’inquinamento atmosferico e per ribadire che rispondere all’allarme smog nella nostra Regione è necessario ed urgente – ha aggiunto il presidente di Legambiente Veneto – Serve innanzitutto ampliare a tutti i Comuni veneti l’applicazione dell’Accordo Padano e di conseguenza vincolare la Regione Veneto ad un serio impegno di coordinamento sull’applicazione delle direttive. Un Accordo di bacino che comunque deve essere riformulato fondando le proprie azioni su un vincolante Piano Unico Nazionale anti-inquinamento.».

Tra le proposte riportate nel dossier di legambiente pubblicato ieri, in cui sono riportati i dati riguardanti il problema degli alti livelli di particolato nell’aria dell’anno che si è appena concluso, c’è quella di diminuire drasticamente il tasso di motorizzazione  riportandolo a livelli delle più evolute nazione europee, l’introduzione di target di mobilità vincolanti in tutte le città italiane, la creazione di ampie “zone 30”, in cui imporre il limite di velocità massimo di 30 km/h e il potenziamento delle reti ciclabili e dei servizi di trasporto pubblico. 

 

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