Sbrollini: «Esami di terza media e di maturità facciamoli a scuola».
«In questa situazione di emergenza, senza precise linee guida, gli insegnanti hanno fatto miracoli. Si sono letteralmente inventati un modo nuovo per fare scuola. Strumenti nuovi e didattica nuova. Certo, strumenti noti ed utilizzati per corsi universitari e post universitari. Ma la scuola primaria e quella secondaria hanno problematiche assolutamente differenti. Se il Governo ha deciso la riapertura a settembre, così sia. Ma almeno subito si lavori per ristrutturare aule. E gli esami di terza media, la maturità e quelli per i privatisti siano di presenza. Non c’è fase due completa se non si chiarisce il tema della scuola».
Questo in sintesi quello che ha ribadito anche ieri sera nella puntata dedicata alla scuola la senatrice Daniela Sbrollini capogruppo di IV della Commissione Cultura del Senato. «La scuola on-line non è la stessa cosa delle lezioni in classe. Noi riteniamo opportuno cercare di riaprire le scuole a maggio, partendo da chi deve fare la maturità. Siamo stati bloccati e bacchettati. Adesso scopriamo che i grandi Paesi europei si dividono tra chi riapre le scuole ad aprile e chi le riapre a maggio. Noi sembriamo quelli più in ritardo. Se davvero il Governo ha deciso di ricominciare a settembre, noi accettiamo la decisione. Ma chiediamo ostinatamente che nel frattempo si facciano i lavori dentro le scuole e che almeno i ragazzi che devono fare gli esami li facciano a scuola».
«C’è poi una altra questione assolutamente da affrontare con decisione. Quando i genitori riprenderanno a lavorare (non tutti potranno utilizzare lo smart working, non tutti potranno mandarli dai nonni per tutelarli!) dobbiamo trovare il modo di far riaprire nidi, materne e primaria . Per materna e nidi se ne sta occupando anche la Ministra Bonetti con i bonus, utilissimi ma non in grado di risolvere tutti i problemi. Oggi, subito, immaginiamo come rendere fruibili i parchi e come far organizzare i centri estivi con il coinvolgimento del Terzo Settore. Tutto in sicurezza!».
Chiude la senatrice di IV: «Non mandiamo un messaggio diseducativo ai ragazzi. Il sei si conquista con lo studio. Anche in momenti di emergenza. Non facciamoli accontentare del “sei politico”».

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