Roma, il Veneto scende in piazza per la Tav
I rappresentanti del Comitato Infrastrutture Veneto Sì Tav sono scesi oggi in piazza Roma, davanti a Palazzo Montecitorio, sede del Parlamento, per chiedere l’immediata ripresa dei lavori della Tav ed il completamento dell’opera.
La mozione firmata ieri da Lega Nord e dal M5S per la quale il governo si impegna a ridiscutere integralmente il progetto Tav, sulla base dell’accordo tra Italia e Francia, è stata valutata dai rappresentati del Comitato Infrastrutture Veneto come un grave danno per l’Italia, che danneggerebbe le imprese e i lavoratori.
Queste le parole del presidente del Comitato, Germano Zanini: «La produzione industriale è crollata. I dati Istat di dicembre segnano un -7,3 % rispetto allo stesso mese del 2017, a pagarne le conseguenze anche il Veneto che da solo realizza il 9.2% del PIL italiano e ha assoluto bisogno di essere dentro la rete di trasporti del futuro. Dopo la farsa dell’analisi costi benefici di fronte a questo scenario, il governo ha pensato di perdere tempo con una mozione inutile che rischia di mettere una pietra tombale sulla Tav invece di agire per il completamento della stessa».
La mozione stipulata dalle forze di governo è vista come un atto che andrebbe contro gli interessi del territorio e del Paese. Se i bandi di gara non partiranno entro il 15 marzo l’Italia perderà i primi 300 milioni di finanziamento. Quindi, il Comitato Veneto Infrastrutture, per accelerare la realizzazione dell’opera in casi di ulteriori rallentamenti o sospensioni, intende chiedere formalmente alla Regione Veneto di farsi promotrice di un referendum consultivo regionale.
Le aziende venete, coinvolte nel persistere del calo di produzione anche nel primo trimestre (secondo Unioncamere del Veneto il calo sarà dell’11%) e che avevano creduto alla promessa della Lega e del Governatore Zaia di realizzare l’opera, esprimono, anche attraverso la manifestazione di stamattina, tutta la loro delusione per l’ennesimo blocco.
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