Resta ai domiciliari l’infermiera della morfina
Il giudice ha rigettato la richiesta avanzata dal legale della donna di modifica o revoca della misura. Il gip Livia Magri ha, infatti, sciolto le riserve: Federica Vecchini rimane ai domiciliari.
L’infermiera di Nogara, arrestata i primi di agosto, deve rispondere di lesioni aggravate e somministrazione di morfina a un neonato ricoverato nell’Ospedale di Borgo Roma. Nell’ordinanza il magistrato aveva sottolineato in particolare “la preoccupante spregiudicatezza e disinvoltura”, con la quale l’indagata avrebbe, stando all’accusa, dato al piccolo l’oppiaceo per zittire il suo pianto, in completa assenza di prescrizione medica e indicazione terapeutica. Qualche ora dopo il piccolo era andato in crisi respiratoria.
Aveva negato tutto la 43enne dopo un interrogatorio durato otto ore, persino di aver ordinato di somministrare il naloxone, il farmaco antagonista della morfina che, di fatto, ha salvato la vita al neonato. Stando alle testimonianze, in quella notte ancora nebulosa, tra il 19 e il 20 marzo, sarebbe invece stata proprio la Vecchini a indicare non solo il farmaco ma persino il dosaggio a medici e colleghi attoniti davanti all’arresto respiratorio inspiegabile del piccolo.
Dipendente da 18 anni dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, è stata “la grande professionalità” della donna a permetterle di individuare immediatamente l’antidoto. Questa la replica della difesa.
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