Quella morfina tra le corsie

E gli altri bimbi? Questa la domanda che è sorta un po’ a tutti dopo l’arresto di Federica Vecchini il 3 agosto scorso. Per scongiurare il dubbio di altri assopimenti sospetti, la Procura ha acquisito le cartelle degli altri piccoli ricoverati nei mesi scorsi tra le corsie di Pediatria neonatale all’Ospedale di Borgo Roma.

 

Accertamenti necessari, dopo il caso dell’infermiera di Nogara. La Procura ha acquisito le cartelle cliniche degli altri piccoli per verificare se somministrare morfina per zittire i pianti dei neonati fosse una silenziosa prassi di reparto. Intanto è stata disposta anche una consulenza medica per chiarire tempi, modi e conseguenze di quanto accaduto quella notte nebulosa di marzo. Quali sono stati gli effetti sul piccolo, quali le tempistiche di reazione e soprattutto quanto tempo, effettivamente, può essere passato tra la somministrazione e la successiva crisi respiratoria: questi gli interrogativi da sciogliere.

L’infermiera di Nogara, finita in manette con l’accusa di lesioni gravissime e cessione di sostanze stupefacenti, durante l’interrogatorio di garanzia, aveva spiegato di essere entrata in contatto con il bimbo solo alle 21.30, per sostituire una collega. Diverse ore dopo il neonato era andato in arresto. Solo l’intervento della donna che ha ordinato a medici e colleghe di fermare la crisi con un farmaco antagonista della morfina ha permesso di evitare il peggio. Una prontezza che ha dato il là ai sospetti. La sua professionalità ha finito per incastrarla, sostiene, invece,  il suo legale Massimo Martini. La donna è ancora ai domiciliari in attesa che vengano chiarite le piste degli inquirenti.

 

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