Prematuramente, ieri il corso nella sede di Croce Bianca

Negli spazi di Porta Palio, in sinergia con l’associazione Prematuramente, nata lo scorso febbraio, Croce Bianca ha tenuto ieri il corso su PBLS, manovre salvavita in caso di arresto cardiaco in età pediatrica, e disostruzione pediatrica. L’iniziativa, gratuita, è stata tenuta a battesimo dall’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto, ed è stata l’occasione per fare il…

Negli spazi di Porta Palio, in sinergia con l’associazione Prematuramente, nata lo scorso febbraio, Croce Bianca ha tenuto ieri il corso su PBLS, manovre salvavita in caso di arresto cardiaco in età pediatrica, e disostruzione pediatrica. L’iniziativa, gratuita, è stata tenuta a battesimo dall’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto, ed è stata l’occasione per fare il punto sulle problematiche dei bimbi nati pretermine con la dottoressa Alessandra Bertolini, neonatologa.

Tra città e provincia, si stima che siano circa trecento i bimbi che ogni anno nascono prematuri e che hanno bisogno di un’assistenza sanitaria immediata ed altamente specializzata. Bimbi che, nei casi limite e più gravi, nascono anche dopo solo 23 settimane di gestazione e che pesano appena 400grammi.

Croce Bianca conosce bene queste realtà, così come le preoccupazioni dei genitori di questi neonati minuscoli ma tenaci, perché da quasi vent’anni, dal 2000, si occupa del servizio Trasporto Neonatale. L’associazione, in virtù di una convenzione esclusiva stipulata con l’Azienda Ospedaliera di Verona, garantisce infatti tutti i giorni dell’anno 24 ore su 24 un servizio di Emergenza Neonatale, mettendo a disposizione mezzi e personale volontario, che unitamente ai sanitari dell’Unità Operativa di Patologia Neonatale dell’Ospedale del Bambino di Borgo Trento, si occupa di effettuare trasferimenti urgenti di Neonati Critici tra le varie Terapie Intensive Neonatali della regione. Il Servizio è coordinato dalla Centrale Operativa Provinciale del S.U.E.M. 118. Ogni anno, gli interventi sono oltre un centinaio. Nel 2017, complessivamente, Croce Bianca ha effettuato 120 trasporti di bimbi prematuri accompagnati, praticamente uno ogni tre giorni. “In mezzo’ora siamo in Ospedale a prendere l’equipe di neonatologia e la termoculla che ospiterà il piccolino. In massimo due ore dalla prima chiamata – nel caso dell’H più distante che è Valdagno – prendiamo in carico il piccolo. Il centro di destinazione e riferimento  è quasi sempre la terapia intensiva neonatale di Borgo Trento”, spiega PierLuigi Verga, presidente Croce Bianca.

Negli spazi di Porta Palio, si è svolta ieri una giornata gratuita e aperta a tutti i genitori – e a  qualche nonno – durante la quale i volontari soccorritori di Croce Bianca hanno tenuto un corso pratico e teorico sul PBLS, manovre salvavita in caso di arresto cardiaco in età pediatrica, e disostruzione pediatrica. L’iniziativa, che ha registrato il tutto esaurito già da settimane, è organizzata in sinergia con Prematuramente, nuova associazione costituita lo scorso febbraio per volontà di un gruppo di genitori di bambini prematuri o nati a termine con patologie e che ha come obiettivi, tra gli altri, di aiutare le famiglie ad affrontare la situazione imprevista, difficile ed estremamente delicata della Terapia Intensiva Neonatale, oltre che di fornire supporto psicologico ed organizzativo concreto alle famiglie durante il ricovero preparto e post-parto della madre, nonché durante il ricovero del bambino. “Il sostegno è concreto e psicologico e ci offriamo di fare da guida anche nelle pratiche burocratiche: ci sono molti adempimenti ma in quei momenti i pensieri dei genitori sono comprensibilmente altrove”, commenta Federica Gecchelin, presidente Prematuramente.

“In reparto seguiamo i bimbi nati dalle 24 settimane di gestazione in poi fino ad un mese circa dalla nascita. Neonati che vanno dai 500grammi fino ai 4, 5 chili: ciascuno è una situazione a se e le componenti che entrano in gioco nella cura e nella diagnosi sono moltissime. Tanto che fare statistiche o citare percentuali di sopravvivenza è davvero arduo e può essere fuorviante”, introduce il tema la dottoressa Alessandra Bertolini, neonatologa, per circa dieci anni nel team di neonatologia all’Ospedale Maggiore di Borgo Trento.

Il difficile percorso di bimbi e genitori prosegue a volte anche dopo la dimissione con controlli al primo, terzo, sesto mese con follow up fino a due o tre anni per monitorare l’accrescimento e lo sviluppo psicomotorio. Un iter che ogni anno si trovano a vivere centinaia di famiglie veronesi, che spesso prosegue anche dopo la dimissione del neonato. Alcuni bimbi arrivano a casa con supporto respiratorio o con presa in carico territoriale. I genitori vengono preparti su come far fronte a crisi di apnea e respiratorie, prima di lasciare l’ospedale.

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