Ponte Morandi, l’esposto alla Corte dei Conti
Un aumento ingiustificato del 40% sui costi di ricostruzione del ponte Morandi di Genova. È la ragione dell’esposto che 45 tra architetti, ingegneri e docenti universitari – tra i quali anche Enzo Siviero – hanno depositato alla Corte dei Conti lo scorso 8 febbraio, mentre proseguono i lavori di demolizione tra le preoccupazioni dei residenti.
I firmatari hanno ravvisato “incongruenze ed anomalie nel processo decisionale e nel procedimento di affidamento” in relazione ai lavori di demolizione e ricostruzione del viadotto sulla valle del Polcevera. Per evitare “danni erariali conseguenti” chiedono accertamenti e provvedimenti.
La demolizione e ricostruzione della struttura richiede anzitutto la rimozione di detriti anche pericolosi – come l’amianto – nonché la preliminare demolizione degli edifici sottostanti. Questo renderebbe impossibile accertare le cause del crollo. e le indagini della magistratura in questo senso diventerebbero vincolanti sulla durata dei tempi di intervento.
Ed è logico dedurre che gli interventi così decisi interromperanno di nuovo la viabilità, con ripercussioni sulle attività produttive, sul valore del patrimonio demaniale e sull’ambiente circostante.
In questo scenario, abbiamo elencato le voci legate alla sola ricostruzione. E la responsabilità dei costi di demolizione – senza una fondata argomentazione tecnica – ricadrebbero sulla collettività, dato che la valutazione tecnica rimarrebbe incompleta e non troverebbe appiglio giuridico verso il concessionario.
La ricostruzione del ponte Morandi dal punto di vista progettuale non presenta elementi di eccezionalità tali da giustificare un rincaro del 40%.
Da ricordare – contestano i cittadini – inoltre che l’affidamento tramite negoziazione privata è del tutto anomala – dato che il valore della prestazione eccede i 200 milioni di euro, derogando quindi alle norme nazionali ed europee in materia di appalti – anche se probabilmente il punto rientra nell’ambito dei poteri del sindaco commissario Marco Bucci . In questo caso spetterebbe a lui il potere di azione verso i responsabili del crollo.
Enzo Siviero, docente alla Facoltà di Architettura dell’Università di Venezia ed esperto di progettazione di ponti, aveva già scritto nel 2018 al presidente della Repubblica Mattarella e al governo opponendosi alla demolizione del viadotto in favore del rafforzamento dell’esistente.
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