(Più) olio tunisino sulle nostre tavole? Oggi il voto dell’Ue

L’Unione europea è pronta ad aprire il suo mercato all’import senza dazi di 35mila tonnellate in più di olio tunisino per il 2016 e altrettante per il 2017. Il via libera finale dell’Europarlamento è in agenda per oggi. Coldiretti non ci sta e organizza una mobilitazione a difesa del Made in Italy.

La misura nata per fornire supporto ai Paesi vicini provati dagli attacchi terroristici era dal 25 febbraio ferma in Consiglio Ue. Oggi invece è arrivata del tutto inattesa una lettera della presidenza di turno olandese dei 28 che ha dato il via libera degli Stati membri – inclusa l’Italia – al nuovo testo, spingendo l’Assemblea di Strasburgo a cambiare l’ordine del giorno per inserire il voto del provvedimento nell’agenda della plenaria di oggi. Nel frattempo Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti, contrario al provvedimento “che non aiuta i produttori tunisini, danneggia quelli italiani ed aumenta il rischio di frodi ai danni dei consumatori”, darà il via oggi alla mobilitazione per la difesa del Made in Italy con migliaia di agricoltori che si sono dati appuntamento a Catania, seconda regione produttrice di olio di oliva in Italia dopo la Puglia. Il via libera all’accordo che sarà votato oggi dalla plenaria dell’Assemblea di Strasburgo avviene – sottolinea la Coldiretti – dopo che nel 2015 in Italia sono aumentate del 481% le importazioni dell’olio di oliva della Tunisia per un totale di oltre 90 milioni di chili.

Il nuovo contingente agevolato – precisa la Coldiretti – andrebbe tra l’altro ad aggiungersi alle attuali 56.700 tonnellate a dazio zero già previste dall’accordo di associazione Ue-Tunisia, portando il totale degli arrivi “agevolati” annuale oltre quota 90mila tonnellate, praticamente tutto l’import in Italia dal Paese africano.

Il rischio concreto in un anno importante per la ripresa dell’olivicoltura nazionale è – sostiene la Coldiretti – il moltiplicarsi di frodi, con gli oli di oliva importati che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri, a danno dei produttori italiani e dei consumatori. L’accordo peraltro – conclude la Coldiretti – rischia di non aiutare gli agricoltori tunisini e di favorire solo gli imbottigliatori anche perché corrisponde appena ad un incremento del 3%, un dato decisamente insufficiente per garantire un reale impatto sulla situazione della popolazione rurale del paese africano.

Tre le ‘migliorie’ comunque portate a casa dagli eurodeputati italiani, Ansa sottolinea l’obbligo di tracciabilità del prodotto tunisino, il divieto di proroga oltre i due anni previsti e una valutazione a medio termine dell’esecutivo Ue, per verificare eventuali danni ai produttori europei. “Abbiamo guadagnato tempo e tre condizioni”, spiega Paolo De Castro (Pd), coordinatore per il gruppo dei socialisti e democratici della commissione Agricoltura dell’Europarlamento.

La sfida per la Commissione europea adesso sarà quello di monitorare l’implementazione dell’accordo per evitare frodi e contraffazioni, e se necessario, studiare dei riconoscimenti compensativi per gli olivicoltori italiani.