Patrimonio culturale, tra conservazione e sicurezza: l’impegno di Chiese Vive
Numerosi sono gli interventi portati avanti dall’associazione: in termini di prevenzione e a tutela dei beni artistici. Anche per garantire l’incolumità dei visitatori: aspetto da non sottovalutare dopo l’incidente che, a Firenze, ha provocato la morte di un turista.
Le chiese sono beni del patrimonio culturale che richiedono continue manutenzioni e costanti interventi. In termini di conservazione e come ha messo il luce il caso accaduto a Firenze, dove il crollo di un elemento architettonico di Santa Croce ha provocato nei giorni scorsi la morte di un turista, anche di sicurezza per chi visita tali monumenti.
In passato nelle grandi basiliche esistevano le “fabbriche” o “fabbricerie”, che curavano tutti questi aspetti. A Verona oggi prosegue tale attenzione grazie ai fedeli, alla generosità di importanti istituti bancari e da alcuni anni attraverso il contributo dei visitatori: è un’attività che non ha mai fine sottolinea l’Associazione Chiese Vive di Verona.
In Duomo è, per esempio, in fase di conclusione un lavoro al soffitto per far fronte al pericolo di distaccamento dell’intonaco: gli interventi, sostenuti in parte dalla parrocchia e in parte da Chiese Vive, sono rivolti soprattutto a tutelare l’incolumità di fedeli e visitatori. A Santa Anastasia l’associazione era intervenuta nella sistemazione degli antichi portali lignei della facciata e dell’accesso laterale. Attualmente il tetto della chiesa superiore di San Fermo è interessato da restauri (sostenuti da 8 per mille, parrocchia e Chiese Vive), lunghi e complessi per la preziosità dei manufatti presenti, che si concentrano in particolare sul soffitto ligneo trecentesco con opere di consolidamento. Regolari controlli e manutenzioni a impianti elettrici, caldaie, estintori costituiscono ulteriori elementi di prevenzione.
«Per tradizione e statuto, la nostra prima preoccupazione è volta innanzitutto a garantire la sicurezza nelle nostre chiese, a tutti i livelli. Quanto accaduto a Firenze, che ci tocca profondamente, è un campanello d’allarme, ma al tempo stesso rivela la complessità e l’imprevedibilità che caratterizza questi luoghi», sottolinea mons. Giovanni Ballarini presidente di Chiese Vive e abate di San Zeno, basilica a sua volta oggetto di recente della sistemazione della falda nord del tetto. «Per quel che è umanamente possibile fare, il nostro occhio e quello dei nostri responsabili è costantemente puntato a controllare i cambiamenti e gli imprevisti che possono caratterizzare le strutture – conclude -. Con senso etico e di responsabilità, la nostra prima preoccupazione è garantire ai visitatori, attraverso un meticoloso monitoraggio ed interventi mirati, di poter visitare le nostre chiese in sicurezza».
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