Papillomavirus, storie da raccontare

È online il portale “Ho una storia da raccontare”, lanciato da FAVO per sensibilizzare alla vaccinazione contro il Papillomavirus, raccogliendo testimonianze di chi ha incontrato il virus ma anche contenuti informativi per aumentare la consapevolezza degli utenti.

Storie. Storie di chi ce l’ha fatta, di chi ha lottato. Storie di uomini e donne che hanno contratto l’infezione da Papillomavirus, che hanno dovuto riprogettarsi rispetto alla paternità o alla maternità oppure sono riuscite a diagnosticare l’infezione precocemente. “Ho una storia da raccontare” è il progetto lanciato da FAVO – Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia per sensibilizzare alla vaccinazione contro il Papillomavirus, lanciato online grazie al supporto di Sanofi Pasteur MSD.

La pagina web raccoglierà testimonianze, ma anche contenuti informativi, per fare chiarezza sul Papillomavirus, cos’è, come si contrae, quali sono le conseguenze, come curarlo. Un’opera divulgativa che FAVO pota avanti da tempo, anche attraverso un questionario diffuso sul loro sito che serve a testare il livello di consapevolezza degli utenti.

Colpisce uomini e donne. Si trasmette tramite il contatto cute-cute, soprattutto attraverso i rapporti sessuali. È il secondo agente patogeno responsabile di cancro nel mondo. È causa di lesioni, condilomi, infertilità e può essere causa di varie forme di cancro, come il carcinoma del collo dell’utero o della cervice uterina, il primo tumore riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come totalmente riconducibile a un’infezione.

L’infezione da Papillomavirus umano e le sue conseguenze sono molto diffuse e si stima che almeno il 75% delle donne sessualmente attive contragga nel corso della propria vita un virus HPV di qualunque tipo e che oltre il 50% si infetti con un tipo ad alto rischio oncogeno. «È importante sapere e far sapere che i nostri figli possono prevenire il rischio di ammalarsi di alcuni tipi di tumore con una semplice vaccinazione – afferma Elisabetta Iannelli, Segretario generale di FAVO – un piccolo gesto che si trasforma in un investimento in salute».

I vaccini bivalente e quadrivalente (efficaci rispettivamente su 2 e 4 tipi di HPV) sono già disponibili in Italia e attualmente in uso, e il vaccino nonovalente (contro addirittura 9 sierotipi di HPV) sarà disponibile a breve; la vaccinazione costituisce l’unico strumento di prevenzione primaria in grado di prevenire le lesioni precancerose e cancerose dovute al Papillomavirus e potenzialmente pericolose per la vita. Per la prevenzione secondaria del tumore del collo dell’utero esistono il Pap-test e l’HPV-test in grado di identificare l’infezione. Per altri tipi di tumore da Papillomavirus che colpiscono sia donne che uomini non sono disponibili screening. Vaccinarsi è un gesto di prevenzione a tutela della salute futura, la propria e quella delle future generazioni. La vaccinazione anti HPV universale (dunque per maschi e femmine), già prevista dal Calendario per la Vita fra le vaccinazioni più importanti per la protezione della salute, è stata inoltre inserita nel nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2016-2018 recentemente approvato in Italia.

Oggi, in Friuli Venezia Giulia, Liguria, Veneto, Provincia Autonoma di Trento, Puglia, Molise, Calabria, Sardegna (ASL di Sassari e Olbia) e Sicilia, la vaccinazione anti HPV è offerta gratuitamente sia alle femmine che ai maschi nel 12° anno di età, garantendo equità di accesso alla prevenzione del cancro da HPV. Il nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2016-2018 prevede la vaccinazione anti HPV in offerta attiva e gratuita sia ai maschi che alle femmine ed è inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), rendendo omogeneo in tutta Italia il programma vaccinale anti HPV come nelle 9 Regioni che l’hanno già adottata.

Tutte le persone che hanno incontrato nella loro vita l’HPV possono, se lo desiderano, raccontare le loro esperienze sul sito www.hounastoriadaraccontare.it mediante video, foto, racconti scritti e audio.