Orietta Salemi lascia il consiglio comunale

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La consigliera regionale Orietta Salemi

La candidata sindaco del centrosinistra annuncia le sue dimissioni per lasciare posto a “una nuova leva di amministratori”

«Ho accettato la sfida di candidarmi a Sindaco accogliendo solo dopo che il centrosinistra aveva fallito la costruzione di un progetto largo e inclusivo, come quello che a Padova è stato decisivo per vincere, che avevo sostenuto con lealtà e convinzione. Ho messo tutte le mie energie in una battaglia condotta con mezzi impari, a partire da quelli economici. Sono fiera per le energie che sono riuscita a coinvolgere e mettere in gioco attorno a me. Sono un patrimonio per il futuro su cui investire».

Sono queste le parole di congedo di Orietta Salemi che in una nota ufficiale spiega i motivi di un insuccesso elettorale e di una scelta, quella dell’uscita dal consiglio comunale, presa per fare posto alle nuove generazioni.

«Sono ovviamente delusa del risultato raggiunto e credo che la stagione che si apre, in città, abbia bisogno di protagonisti nuovi. Insieme alle persone che mi sono state più vicine in questa sfida, ho deciso di rassegnare le mie dimissioni dal Consiglio Comunale, dove penso che una nuova leva di amministratori possa porre con il proprio lavoro le basi per il futuro del centrosinistra veronese. Non mi chiamo fuori da questo impegno, ma vi contribuirò con strumenti diversi, senza far mai venire meno l’attenzione ai temi della città di Verona e all’impegno di chi si batte per rinnovarla».

Per quanto riguarda l’elezione del nuovo sindaco la Salemi spiega: «Si dice spesso che un Sindaco deve essere il Sindaco di tutti. Mi auguro che Federico Sboarina riesca ad esserlo, ma questo dipenderà dalla forza e dall’autonomia che sarà in grado di avere. Non credo che Verona possa rassegnarsi al modello di società chiusa e rancorosa proposto da Matteo Salvini, ad esempio. Verona è forte se riesce a coltivare il suo ruolo centrale nel dialogo con il Veneto, l’Italia e l’Europa”.

E sul futuro delle forze del centrosinistra e del Partito Democratico: «Costruire un’alterativa credibile alla destra era e resta. Ma richiedeva e richiede un orizzonte di tempo lungo e anche l’impegno di nuove energie. Un seme è stato gettato. Un’opposizione concreta, costruttiva e non ideologica, può farlo crescere, irrobustendone nei prossimi mesi e nei prossimi anni le radici in città».