Oggi è la Giornata mondiale contro la pena di morte

Il 10 ottobre è la Giornata mondiale contro la pena di morte, che dal 2003 in tutto il mondo vede associazioni e ONG coalizzarsi contro questa pratica crudele e disumana. In prima fila anche Amnesty International, che denuncia che nel 2015 oltre 20 Paesi hanno eseguito condanne a morte.

Sono 58 i Paesi nel mondo che ancora prevedono la pena di morte nei loro ordinamenti. 25 quelli che nel 2015 hanno eseguito condanne a morte: Cina, Iran e Pakistan detengono il record negativo per numero di esecuzioni.

Oggi si celebra la 14^ Gornata mondiale contro la pena di morte, istituita nel 2003 da World coalition against death penalty, la Coalizione mondiale  contro la pena di morte, battaglia supportata fortemente negli ultimi anni anche da Amnesty International.

La Coalizione, fondata nel maggio 2002, è formata da più di 150 associazioni, governi locali, sindacati, ONG che uniscono le loro forze e risorse allo scopo di rafforzare la dimensione internazionale della lotta contro la pena di morte con l’obiettivo ultimo di ottenere l’abolizione universale della pena capitale. Tra le associazioni facenti parte della Coalizione Amnesty International, la Comunità di S. Egidio, la Fidh (International Federation of Human Rights), la Fiacat (International Federation of Action of Christians against Torture), Forum 90 (Giappone), Mothers against Death Penalty and Torture (Uzbekistan).

Il tema scelto per la 14esima Giornata mondiale è la pena capitale per i reati legati al terrorismo e, in particolare, il suo uso a seguito di attacchi armati e violenti. Un tema importante in questo particolare periodo storico che ha visto, a partire dal 2014, come denuncia Amnesty International, un incremento dell’uso della pena di morte da parte di alcuni governi in risposta ad attacchi armati e violenti.

«Questo aumentato uso della pena di morte è una risposta viziata ai reati di terrorismo ed evidenzia l’errore fondamentale dei governi: non c’è alcuna prova, infatti, che nei confronti di reati violenti la pena di morte abbia un effetto deterrente superiore rispetto ad altre sanzioni. Si tratta di un segnale di debolezza e non di forza» ha dichiarato James Lynch, vicedirettore dei Programmi globali di Amnesty International.

Secondo i dati riportati da Amnesty International sono almeno 20 i Paesi che hanno emesso o eseguito condanne capitali per terrorismo e tra questi anche Arabia Saudita, Stati Uniti d’America, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Cina, Iraq.

Alcuni dati:

140 paesi (oltre i due terzi del mondo) sono abolizionisti per legge o nella prassi

103 paesi hanno abolito la pena di morte per tutti i reati

58 paesi ancora prevedono nelle loro leggi la pena di morte

25 paesi hanno eseguito condanne a morte nel 2015

I cinque paesi che più hanno eseguito condanne a morte nel 2015 sono stati Cina, Iran, Pakistan, Arabia Saudita e Stati Uniti d’America.

Per approfondire:

Il report di Amnesty International sulla pena di morte

10 cose da sapere su pena di morte e terrorismo