Melegatti, torna l’ombra della cassa integrazione

La solidarietà online in favore del brand agonizzante si è tradotta in oltre 1 milione e mezzo di pandori venduti. Ma è ancora presto per tirare un sospiro di sollievo. Domani si conclude la minicampagna natalizia e torna l’ombra della cassa integrazione per i dipendenti.

Erano tornati tra le linee di produzione a fine novembre e, tra la commozione generale, avevano sfornato il primo pandoro sofferto e agognato. Venivano da mesi duri, i dipendenti di Melegatti: a ottobre la chiusura per i soffocanti debiti, il 9 novembre uno spiraglio con l’avvio della procedura di concordato con riserva presso il Tribunale di Verona. Poi in campo era sceso l’ormai noto fondo maltese che ha messo sul piatto 6 milioni per la campagna di Natale.

Catene, hashtag e messaggi su wathsapp hanno fatto il resto. Un passaparola solidale che ha portato a oltre 1 milione e mezzo di pandori venduti. Ma si chiude domani la minicampagna natalizia dal forte valore simbolico per chi all’azienda, commissariata da novembre, ha sempre creduto.Per domani è, infatti, prevista un’assemblea con i lavoratori. In questa sede i sindacati presenteranno la richiesta di cassa integrazione ordinaria. Passaggio obbligato, secondo l’impresa dolciariam che non vuole rischiare di avere grosse giacenze e che deve pianificare la produzione per Pasqua. L’appuntamento che preme di più è quello di fine marzo quando l’azienda dovrà presentare in tribunale un accordo di ristrutturazione del debito.

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