Matera, capitale della cultura, sogno per tutti noi

Da oggi Matera diventa Capitale Europea della Cultura. Già da ieri sera, in attesa di questa alba che sia nuova vita, si susseguono le iniziative: concerti, eventi, le strade illuminate da fiaccole, ed oggi un sole che veglia alto e scalda tutti i cuori e i motori per la festa che si avvicina. Non è…

Da oggi Matera diventa Capitale Europea della Cultura. Già da ieri sera, in attesa di questa alba che sia nuova vita, si susseguono le iniziative: concerti, eventi, le strade illuminate da fiaccole, ed oggi un sole che veglia alto e scalda tutti i cuori e i motori per la festa che si avvicina.

Non è mistero delle mie perplessità sulla progettazione dell’operazione ma altrettanto non sarò io, oggi, a togliere magia a questo giorno, perché è importante essere solidali, partecipare alla festa, essere una cosa sola con Matera, con questa città che nella sua conformazione originaria ci rappresenterà per un anno intero in Europa.

E sono solidale e orgogliosa di quanti hanno lavorato per questo, sicuramente con spirito di sacrificio, entusiasmo, voglia di essere bene comune; nessuno, dico nessuno, può pensare diversamente, perché siamo stanchi di disfattismi sterili, perché ci sono momenti in cui la festa, la gioia, l’entusiasmo diventano essi stessa l’impresa. E solo meglio di una partita di calcio, sono squadra che sa vincere un mondiale.

Così cerco al cellulare un’amica che so essere a Matera per l’evento d’inaugurazione, un’inviata speciale, Beatrice Lucarella, Imprenditrice nel Gruppo tecnico Cultura e Sviluppo di Confindustria nazionale, già Presidente della sezione Industrie Alimentari, Cultura e Turismo di Confindustria della vicina (a Matera)Taranto, per costruire un ponte, per esserci e godere di questa emozione collettiva: “Beatrice raccontami! com’è l’atmosfera?” – “Aria di festa!”. E immagino luminarie, la banda, la gente per strada, la voglia di riscatto, profumo di dolci che solo l’Italia, e in particolare quella del Sud, riesce a creare. “Beatrice, dimmi una sola parola!”- “Bellissimo!” – Beatrice mi fa rimpiangere di essere tornata a casa a Verona troppo presto, ma è da Verona che a Matera e a tutto il sud lanciamo un augurio, quello di anno straordinario dove chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo andare sia, come mai, intento comune di un’Italia che a volte si dimentica di avere il Made in Italy e di essere unica. Emozioniamoci.

Auguri Matera!

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