L’Europa sarà salvata (e amata) dai giovani

 Saranno elezioni storiche, il sovranismo sfiderà le ragioni stesse, quelle valoriali, dell’Europa come è nata negli anni ’50. Si toglieranno le ragnatele della disaffezione oppure, se l’affluenza non bisserà il 57,22% del 2014, diventerà plastico il fallimento di un’idea rivoluzionaria.

 

Parlare di Europa a 250 studenti che il 26 maggio voteranno per il Parlamento Europeo significa dirne ancora, al netto dei cambiamenti necessari, la portata di prepotente intensità di un’Unione che, dopo il precipizio di due guerre mondiali, ha scelto la via, sempre difficile ma sempre percorribile, della pace.

Prendono appunti, cercano di annotarsi le funzioni del Consiglio europeo, quelle della Commisione e del Parlamento. Nell’aula magna del Dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Verona, stamattina erano 250 gli studenti dell’ultimo anno delle superiori chiamati il 26 maggio alle urne europee. L’incontro che vede coinvolte scuole di Verona e provincia ha un titolo chiaro: “L’Europa dei cittadini: una sfida per il futuro”. Lo svolgimento  è ancora più preciso: dare voce ai protagonisti dei progetti europei che anche per vicinanze anagrafiche con la platea possono risultare più incisivi. E’ il caso di  Mirko Gragnato, medaglia d’argento del Premio Carlomagno per i giovani con il progetto Juvenilia (in dieci anni l’Italia ha avuto solo due volte il podio).

Tra i relatori dell’iniziativa alla sua seconda edizione, anche una cordata di esperti: Donata Gottardi e di Isolde Quadranti dell’Università di Verona, Giorgio Anselmi, presidente del Movimento federalista europeo, Luisa Chiodi per l’Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa.