Le immagini (della storia) ai tempi di Wikipedia

Per incrementare la banca dati fotografica della più diffusa enciclopedia consultabile online, dal 1° al 30 settembre ogni cittadino può partecipare alla quinta edizione del concorso che non conosce confini neanche offline.

di Federica Lavarini

«Immagina un mondo in cui ogni persona possa avere libero accesso all’intero patrimonio della conoscenza umana», questa è la massima aspirazione del progetto Wikimedia, sotto il cui ombrello si raccolgono molte iniziative, tra cui la famosissima Wikipedia. Per rendere quest’ultima sempre più ricca anche a livello di immagini è stata ideata cinque anni fa Wiki Loves Monuments, un concorso internazionale di fotografia dedicata a monumenti, luoghi di interesse naturalistico, opere d’arte e tutto quanto è legato alla cultura. In ogni Paese aderente all’iniziativa, Wikimedia ha il compito di stimolare gli enti locali verso un’apertura alla conoscenza libera e gratuita di luoghi e monumenti di interesse collettivo, con maggiori o minori difficoltà a seconda delle leggi nazionali. La legislazione italiana fa riferimento al Codice dei beni culturali e del paesaggio, detto anche Codice Urbani, per il quale immagini e foto di monumenti del patrimonio culturale italiano non possono essere utilizzate per fini commerciali senza un’autorizzazione dell’Ente gestore.

La sezione italiana di Wikimedia ha sensibilizzato Istituzioni, Enti pubblici e privati a dare il consenso all’utilizzo delle immagini relative alle opere d’arte, dalle più famose alle più sconosciute, senza dover pagare diritti d’autore. Cristian Cenci, responsabile del progetto per l’Italia, ci racconta come ciò «abbia richiesto un’attività capillare di sensibilizzazione verso gli Enti locali affinché aderissero all’iniziativa».

La provincia di Verona partecipa con otto Comuni, tra questi Grezzana. Il territorio dell’est veronese, forse non tutti lo sanno, conserva molti elementi del nostro passato: da importanti resti del periodo dell’uomo di Neanderthal, a reperti archeologici di recente rinvenimento nella piazza di Grezzana, al Mulino di Bellori, alla chiesa di San Micheletto in località Tavegliana, ai dipinti religiosi che vanno dal XV al XVIII secolo all’interno delle chiese. Tracce del nostro passato che rischiano di essere dimenticate ma che Wiki Loves Monuments vuole valorizzare grazie alla collaborazione con enti particolarmente sensibili al tema della conoscenza da trasmettere ai posteri. L’Assessorato alla cultura, guidato da Rosamaria Conti, si è attivato per coinvolgere in questo progetto le parrocchie di Grezzana e Lugo: «Ho trovato subito interessante questa proposta – racconta – perché con metodologie moderne si possono coinvolgere in prima persona i cittadini alla scoperta del proprio territorio, spesso sconosciuto alle generazioni più giovani».

Per fare questo, l’Assessore sta organizzando anche una ‘Caccia al Tesoro’ attraverso Geocaching, un’applicazione che permette ai ragazzi di andare alla ricerca di monumenti e luoghi sconosciuti o di cui non si conosce l’importanza che hanno avuto in passato. Se smartphone e social media sono il pane quotidiano dei più giovani, l’Assessore Conti spera anche di poter recuperare foto del passato, già scattate e magari sepolte in un cassetto. Ora è il momento di rispolverarle e farle diventare nuova conoscenza da condividere. Perché «L’incomprensione del presente cresce fatalmente dall’ignoranza del passato» diceva il grande storico francese Marc Bloch. Un’iniziativa, Wiki Loves Monuments, che si spera possa far dialogare più generazioni.

Da sapere

Valgono solo le fotografie “liberate” dagli enti. Significa che possono partecipare solo gli scatti che ritraggono monumenti o siti presenti nelle liste individuate dall’organizzazione del concorso (disponibili online), che sono compilate in base alle autorizzazioni rilasciate dai proprietari dei beni, sia privati che pubblici.

Nel 2012, primo anno del concorso, con una lista di 936 monumenti fotografabili sono state caricate quasi 7.700 fotografie. L’iniziativa l’anno scorso ha confermato l’Italia in vetta alle classifiche mondiali per il numero di partecipanti: 1.000, infatti, gli appassionati del click nostrani.