L’asino, un animale frainteso

Asino

L’onoterapia (dal greco νος, ónos, asino), anche se non gode ancora del riconoscimento dalla comunità scientifica, si sta diffondendo in molti centri di riabilitazione italiani, nelle fattorie didattiche e negli agriturismi. Le persone che soffrono di traumi emotivi ma non solo, sotto la guida di un operatore  si prendendo cura dell’animale attraverso interventi terapeutici mirati e trovano sollievo.

di Ingrid Sommacampagna

SI DICE sia una creatura cocciuta e stupida ma in realtà dare “dell’asino” a una persona è un complimento, perché è un animale pacato, paziente, lento nei movimenti, rassicurante, prevedibile e dotato di una memoria straordinaria. Viene usato negli interventi assistiti per curare persone con diverse età e problematiche: bambini autistici o iperattivi, soggetti con scarsa autostima, famiglie con rapporti in crisi, cardiopatici, anziani, malati psichiatrici, tossicodipendenti, audiolesi, non vedenti, persone stressate. Il paziente, guidato dall’operatore, impara a prendersi cura dell’animale, accarezzandolo e spazzolandolo in ogni parte del suo corpo, lavorando sulla fiducia.  I giochi e gli esercizi con l’asino mettono, infatti, alla prova la persona che si assume responsabilità dell’animale che gli si affida, ricevendo reciproco affetto e gratificazione. L’asino ci assomiglia perché ha delle paure e non va comandato, ma convinto. Bisogna essere autorevoli tenendo sempre a mente che è un mediatore, non uno strumento asservito all’uomo. L’autostima del paziente cresce man mano che impara a riconoscere e interpretare gli stati d’animo dell’animale, captabili soprattutto attraverso la posizione delle orecchie. L’asino dà anche un incredibile contributo alla lotta al bullismo. A volte capita che i bambini aggressivi provino a colpire l’animale, senza ottenere alcuna reazione. Questo li stupisce e li porta a trovare nuove modalità di interazione.

«LAVORO con gli asini dal 2008 al maneggio Basalovo di Stallavena e non finiscono mai di stupirmi. Purtroppo sono da sempre vittime di luoghi comuni, quando in realtà, sono molto sensibili, affidabili, e la loro testardaggine proverbiale la dovremmo piuttosto chiamare “buon senso”: gli asini sono dei grandi osservatori che riflettono prima di agire. Faccio attività per bambini, lezioni individuali di approccio all’asino e trekking per famiglie o anche solo per adulti alla ricerca di relax», spiega Silvia Allegri, giornalista e autrice del libro Il raglio magico. Divagazioni intorno alla figura di un animale frainteso. Nella società di oggi manca sempre di più il contatto tra le persone. Tornare a relazionarsi è possibile anche attraverso gli interventi assistiti con gli animali che promuovono una cultura nuova, verso gli aspetti non verbali del linguaggio animale.