L’Adige e Verona. Ingegneria e città nell’Ottocento

Si inaugura domani, sabato 12 novembre alle ore 10 nella sede dell’Ordine degli Ingegneri di Verona, la mostra “L’Adige e Verona. Ingegneria e città nell’Ottocento”, curata dagli ingegneri Angelo Bertolazzi e Ilaria Segala e dagli architetti Alberto Vignolo e Vincenzo Pavan. L’esposizione è realizzata in collaborazione con l’Archivio di Stato di Verona, l’Archivio Generale del Comune di Verona, la Biblioteca Civica, la rivista ArchitettiVerona e il Museo dell’Adige (Canoa Club Verona).

Cuore e “sintesi” della rassegna culturale OPEN5 incentrata nel 2016 sul tema: “Scenari urbani. Metamorfosi e rigenerazione”, la mostra intende documentare alcune tappe della fondamentale trasformazione che Verona vive lungo tutto l’Ottocento, secolo in cui l’Ingegneria assume un ruolo essenziale nel “ri – disegnare” le città e nel quale le infrastrutture della moderna civiltà industriale cambiano rapidamente la forma della città e il paesaggio urbano.

 L’ADIGE E VERONA – La realizzazione del sistema difensivo austriaco, la costruzione dei nuovi argini dell’Adige dopo la piena del 1882, i nuovi collegamenti tra le due rive e il primo sistema fognario della città: sono questi i lavori che costituiscono la cornice entro cui si sviluppa la Verona del XX secolo e che la mostra intende raccontare attraverso il prezioso patrimonio documentario degli archivi storici della città.

La piena dell’Adige del 17 settembre 1882 ha costituito infatti un evento traumatico per la città di Verona, che ha cambiato per sempre la sua immagine. I lavori per la costruzione dei muraglioni (1882-1895) hanno alterato profondamente il rapporto tra il tessuto edilizio e il fiume: il contatto diretto tra l’acqua e l’abitato venne drasticamente interrotto dagli alti muraglioni, mentre l’interramento del Canale dell’Acqua Morta e il taglio dell’Isolo fecero scomparire un operoso quartiere caratteristico della Verona. Anche la sostituzione dei ponti distrutti o danneggiati dalla piena con nuovi manufatti contribuì a cambiare il paesaggio urbano.

IL PERCORSO ESPOSITIVO – Suddiviso in tre sezioni, LA PIENA DEL 1882, I LAVORI IN DIFESA DELL’ADIGE, LA CITTA’ IERI E OGGI,  le 14 tavole esplicative, cui si aggiungono i due focus di dettaglio con immagini e disegni sui lavori riferiti alla riva destra e sinistra del fiume, accompagnano il visitatore raccontando in primo luogo la cronaca di quei giorni terribili della piena: i fatti e l’emergenza sul campo, i protagonisti, la solidarietà e l’intraprendenza, i progetti subito messi in atto per la ricostruzione con l’impegno comune di amministratori e cittadinanza. Vengono inoltre spiegati – con testi, disegni tecnici inediti e foto – i presupposti e le cause che portarono alla realizzazione dei muraglioni dell’Adige, si racconta il cantiere e la realizzazione delle infrastrutture ad essi collegati, dai ponti alla nuova rete fognaria.

Nell’ultima sezione si raccoglie un duplice sguardo sulla Verona del passato e quella attuale, in un “dialogo” che guarda al paesaggio sempre a partire da Fiume. La mostra è completata infatti da una rassegna fotografica contemporanea, i cui scatti testimoniano i risultati e gli effetti, previsti o meno, indotti dai lavori dell’Adige, con uno sguardo quindi che è rivolto anche al presente. Le immagini dei fotografi Lorenzo Linthout (ArchitettiVerona) e Caterina Parona (Museo dell’Adige – Canoa Club Verona) sottolineano anche l’importanza di utilizzare discipline e strumenti diversi per la lettura del territorio.

IL PATRIMONIO DEGLI ARCHIVI – Due gli obiettivi principali dell’esposizione: in un momento in cui la fragilità del territorio ritorna di drammatica attualità, la mostra intende da un lato evidenziare ancora una volta il ruolo degli ingegneri nel progetto e nella realizzazione di queste infrastrutture che rimodellarono per sempre il volto nuovo della città. In secondo luogo la mostra è strumento per far conoscere il ricco patrimonio conservato negli Archivi cittadini, un tesoro fondamentale che viene messo a disposizione e che diventa elemento prezioso per la comprensione e per un progetto possibile di tutela del territorio. A monito delle future generazioni.

I DOCUMENTI INEDITI – In mostra, in originale e in copia, i documenti tecnici riguardanti i lavori “in difesa dall’Adige” che non sono mai stati pubblicati o esposti al pubblico. Per far comprendere meglio la portata dei lavori e la drammaticità delle conseguenze sul tessuto urbano, i disegni di progetto ed esecutivi dei muraglioni (conservati presso l’Archivio di Stato e l’Archivio del Comune) vengono presentati insieme alla già conosciuta opera fotografica di Giuseppe Bertucci del 1890-94 (conservata presso la Biblioteca Civica).

La mostra, a INGRESSO LIBERO, resterà allestita nel Magazzino 1 (via Santa Teresa 12) fino al 28 febbraio 2017, con gli orari Lun/ven: 9:00 – 18.00.

Dal 23 dicembre 2016 al 5 gennaio 2017 la mostra sarà visitabile dal lun. al ven. dalle ore 9.00 alle 15.00 (Chiuso sabato, domenica e festivi).