La “guerra del latte” non si ferma

Continua l’assedio della sede di distribuzione della Lactalis, multinazionale francese del latte. Coldiretti protesta contro i prezzi troppo bassi pagati agli allevatori, che stanno asfissiando la produzione casearia italiana.

Prosegue senza tregua la “guerra del latte” che ormai da tre giorni vede impegnati migliaia di allevatori della Coldiretti che, da diverse regioni, si stanno radunando a Ospitaletto Lodigiano. È in questo piccolo comune della provincia di Lodi, infatti, che si trova il centro di distribuzione dei prodotti della multinazionale del latte francese Lactalis, che dopo aver conquistato i grandi marchi nazionali Parmalat, Galbani, Invernizzi e Locatelli, è diventata il primo gruppo del settore.

Gli allevatori hanno preso d’assalto la sede della Lactalis, protestando contro il fatto che il latte italiano sia pagato al di sotto dei costi di produzione proprio a causa delle importazioni dall’estero, che vengono spacciate come Made in Italy per la mancanza di norme trasparenti sull’etichettatura.

Nonostante tre notti di presidio all’addiaccio, è nella giornata di oggi che si prevede la maggiore presenza di allevatori, che alle ore 10 di oggi ascolteranno l’importante annuncio del presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo, che ha così spiegato le ragioni della protesta: «Il Made in Italy alimentare nel settore lattiero caseario è dominato da una multinazionale straniera che impone unilateralmente agli allevatori le proprie condizioni e beffa le istituzioni nazionali»

A sostenere la protesta degli agricoltori sono arrivati anche l’assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia Gianni Fava e il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, che ha poi dichiarato: «Bisogna pagare il giusto prezzo del latte agli allevatori, perché così non si può andare avanti. La situazione è esasperata ed è tempo di assumersi responsabilità all’altezza del valore della filiera agroalimentare italiana. Servono atti concreti, per questo martedì incontrerò a Milano i rappresentanti di Assolatte».