La cultura del dono e il piccolo Alex che dice grazie a tutti

Un post lungo, su quel Facebook che, per una volta, in mezzo al ribollìo di negatività, ha lasciato spazio ad una carovana online di solidarietà. L'hanno scritto i genitori Paolo e Cristiana, ma la firma è sua, di Alessandro Maria Montresor. 20 mesi appena e, ora dopo che il trapianto è andato bene, una vita…

Un post lungo, su quel Facebook che, per una volta, in mezzo al ribollìo di negatività, ha lasciato spazio ad una carovana online di solidarietà. L’hanno scritto i genitori Paolo e Cristiana, ma la firma è sua, di Alessandro Maria Montresor. 20 mesi appena e, ora dopo che il trapianto è andato bene, una vita intera davanti.

Piazze affollate, persone in coda per farsi tipizzare in nome di quel bimbo con un sorriso bello che minacciava di spegnersi per sempre se non si fosse riusciti a trovare un donatore di midollo osseo compatibile. Mesi di angoscia, e poi finalmente a gennaio il lieto fine atteso. Il bimbo, affetto da una rara malattia genetica, la Linfoistiocitosi Emofagocitica, in cerca di un donatore di midollo osseo dall’ottobre scorso, sta bene, grazie al trapianto di cellule staminali emopoietche prese proprio dal padre, manipolate e infuse nel bambino.

Dice un grazie corale, per mezzo delle parole dei genitori, Alex. La sua storia aveva mobilitato sia l’Inghilterra, dove vive con i genitori, ma anche l’Italia, compresa Verona (il padre del bambino è infatti veronese).

Questa una parte della lunga lettera indirizzata a sconosciuti e familiari. A quanti si sono messi in discussione e non hanno semplicemente guardato ma sono stati, per una volta, “i buoni samaritani” dela vita fragile e piccola di qualcuno che non conoscevano.

“Tante volte mi sono chiesto perché a me, cosa avessi fatto di male per meritarmi tutta questa sofferenza, e solo ora l’ho capito: dovevo essere testimone del successo della scienza, del trionfo della solidarietà, del primato dell’amore e della vittoria su di una malattia genetica rara come la Linfoistiocitosi Emofagocitica che mi voleva strappare da tutti voi.

Il primo ringraziamento va a tutti i vecchi, i nuovi e i futuri iscritti al registro dei donatori di midollo osseo, a tutti quelli che per me rappresentano i veri super eroi di questa avventura, non solo per un giorno, ma per tutta la vita. Unitamente ai genitori di questi vecchi, nuovi e futuri iscritti al registro dei donatori di midollo osseo, perché alla fine la “cultura del dono” fa parte dell’educazione che un genitore impartisce ai propri figli.”

 

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