Kidsuniversity: due appuntamenti a teatro

Due spettacoli chiuderanno questo weekend la seconda edizione della Kidsuniversity di Verona: questa sera va in scena al Teatro Stimate “#Mirrors, un racconto sulla dismorfofobia”, mentre domenica il Teatro Ristori ospita Gioele Dix in “Vorrei essere figlio di un uomo felice”.

Andrà in scena questa sera, venerdì 23 settembre, alle ore 21 al Teatro Stimate lo spettacolo “#Mirrors, un racconto sulla dismorfofobia”, messo in scena dalla compagnia di Padova Teatro della Gran Guardia nell’ambito dell’edizione 2016 della Kidsuniversity Verona.

Lo spettacolo è stato ideato da Andrea Pennacchi e Lia Bonfio, con la consulenza scientifica del dott. Adriano Legacci (Presidente Pagine Blu degli Psicologi e Psicoterapeuti) per parlare di dismorfofobia, un disturbo molto diffuso anche tra i più giovani: «La dismorfofobia – spiegano gli esperti – è una fobia che nasce da una visione distorta del proprio corpo, colpisce sia adolescenti che adulti, in prevalenza donne. È una malattia che coinvolge chi non è in grado di accettare il proprio aspetto, chi non si sente all’altezza degli altri, chi non sviluppa le difese necessarie per proteggersi dall’ideale di perfezione che la nostra società impone, società in cui i canoni estetici sono sempre più esigenti. Nei casi più gravi, può portare a patologie come anoressia, bulimia e, infine, suicidio».

Sempre nell’ambito della Kidsuniversity, un altro spettacolo teatrale porta a Verona grandi nomi dello spettacolo: domenica 25 settembre al Teatro Ristori in scena ci sarà Gioele Dix con “Vorrei essere figlio di un uomo felice”.

Lo spettacolo, che chiude questa edizione della Kidsuniversity, è ispirato all’Odissea di Omero, in particolare ai primi quattro canti, che raccontano la storia di Telemaco, figlio di Ulisse, e la sua disperata ricerca del padre.

In “Vorrei essere figlio di un uomo felice”, Gioele Dix racconta e approfondisce alla sua maniera questa vicenda letteraria e umana fitta di simboli, recitando, raccontando, leggendo e commentando, sempre insieme al pubblico. Un recital vivace e documentato, fra suggestioni colte, rimandi alla contemporaneità e tratti di improvvisa e affilata ironia.