I ragazzi “spaziali” del Don Bosco tengono una lezione ai compagni

Sono finiti pure in affettuose illustrazioni. Dopo la vittoria ai mondiali di Houston, gli otto studenti dell’Istituto Don Bosco sono andati dappertutto tra premi e riconoscimenti. La platea che, forse, però attendevano e temevano di più era quella dei compagni di scuola. Genitori e coetanei oggi, nella palestra della scuola, hanno applaudito Wemit, l’invenzione che è valsa per la squadra scaligera il podio americano: una lavatrice per astronauti.

Tra il pubblico anche l’assessore regionale Elena Donazzan entusiasta per il risultato raggiunto dalla scuola veronese al First Lego League, la competizione che ogni anno chiama a raccolta studenti appassionati di tecnologia e robotica da tutto il mondo. L’idea dei giovani, futuri ingegneri è quella di utilizzare tessuti innovativi che il macchinario di loro invenzione può disfare per poi intrecciare di nuovo alla fine del processo di pulizia, senza utilizzare l’acqua. L’apparecchio “srotola” un tessuto, fa poi passare il filo attraverso una capsula pulente in grado di rimuovere lo sporco e, alla fine, cede il filamento ad un’altra macchina in modo che possa essere ricomposto nelle fattezze originarie oppure assumere nuove vestibilità. Gli studenti hanno raccontato il funzionamento della loro macchina tra giochi interattivi e spiegazioni appassionate. Ora li aspetta la California e interlocutori del calibro di Google. Tra un mese voleranno negli States per tentare di aggiudicarsi il Global Innovation Award e i relativi 20mila dollari in palio che permetterebbero di passare dal prototipo attuale di circa 350 euro ad una macchina più grande e strutturata.