Finti assicuratori truffavano anziani

Dicevano di dover riscuotere denaro per l’assicurazione non pagata dei figli. Si fingevano avvocati o assicuratori. Si  cercano i complici dell’uomo arrestato per truffa aggravata nei confronti di una signora anziana di Bussolengo.

Tutto inizia martedì, con la denuncia di una donna che dice ai carabinieri di essere stata vittima di una tentata truffa. L’aziana riferisce di aver ricevuto una telefonata di un presunto operatore di assicurazioni che le chiedeva di effettuare un pagamento per assicurare l’auto, altrimenti i carabinieri avrebbero sequestrato il veicolo della figlia coinvolta, da quanto diceva in un sinistro. La donna non crede alle parole del truffatore e mette giù la cornetta, per sicurezza chiama la figlia la quale risponde e le dice “Mamma metti subito giù perché ho fatto un incidente… Sono dai Carabinieri… Adesso non posso parlare…”. 

Preoccupata, l’anziana signora prova a richiamare la figlia e questa smentisce di essere stata coinvolta in un incidente e di aver parlato poco prima con lei. La donna chiama subito i carabinieri e denuncia quella che le sembra un tentativo in piena regola di truffa. Le forze militari sono andate con una pattuglia in abiti civili all’indirizzo della signora ipotizzando che i truffatori potessero trovarsi nelle vicinanze.

Il tipo di truffa, infatti, è oramai tristemente noto ai Carabinieri e consiste nel contattare telefonicamente le vittime (prevalentemente persone anziane) riferendo loro di imminenti provvedimenti a carico di un loro figlio o parente molto stretto, a cui si sarebbe potuto ovviare mediante il pagamento immediato di una somma (sia in contanti, che con gioielli/monili) da consegnare ad un “collaboratore”, solitamente un sedicente avvocato o un appartenente alle Forze dell’Ordine che si sarebbe recato a casa della vittima.

I carabinieri hanno individuato, in Piazzale Vittorio Veneto – incrocio Via Gardesana, a Bussolengo, un uomo di carnagione chiara e capelli brizzolati (sconosciuto agli operanti e successivamente identificato in S. U.), che si aggirava senza apparente meta tra le vie del paese, vestito con giaccone nero e zaino nero a spalla. I sospetti sono ricaduti principalmente su di lui perché, a più riprese, sembrava che ricevesse telefonicamente indicazioni stradali, cambiando direzione in maniera repentina e percorrendo le strade con una camminata sostenuta.

Dopo averlo fermato e perquisito, i carabinieri gli hanno trovato addosso un tovagliolo di carta di colore bianco, contenente due collane in oro, tre bracciali in oro, un ciondolo in oro con al suo interno una Sterlina, un pendaglio in oro, una medaglia in oro raffigurante Gesù, un paio di orecchini in oro, un anello in oro con zaffiro di colore blu scuro e brillanti, un anello in oro con zircone. Quindi i militari hanno contattato la vittima della truffa che era ancora convinta di avere consegnato i propri gioielli ad un avvocato, riferendo ai militari che la propria figlia era rimasta coinvolta in un sinistro stradale e che, a causa della mancata copertura assicurativa, aveva appena consegnato i propri beni ad un avvocato. L’anziana donna (83 anni) è stata però informata della  truffa e invitata a sporgere denuncia presso il Comando Stazione di Bussolengo.

L’anziana ha riferito di essere stata contattata in mattinata sulla sua utenza telefonica fissa, installata presso la sua abitazione da un sedicente assicuratore, il quale aveva riferito che la polizza dell’autovettura della figlia era scaduta di validità. L’anziana ha riferito che avrebbe provveduto ad avvisare la figlia immediatamente ma l’uomo la ha rassicurata dicendo che avrebbe provveduto ad avvisarla lui, chiudendo repentinamente la comunicazione. Dopo qualche minuto l’anziana ha ricevuto una seconda telefonata, sempre dal medesimo interlocutore, che però questa volta si è qualificato come un Maresciallo dei Carabinieri. Lo stesso ha riferito che sua figlia aveva fatto un incidente stradale, aveva l’assicurazione scaduta di validità e sarebbe stata trattenuta fino al pagamento di una somma 3.800,00 euro. La donna ha riferito che al momento non era in possesso del denaro richiesto, pertanto il sedicente Maresciallo chiedeva se avesse oro in casa, perché cosi gli era stato riferito dalla figlia della vittima; a quel punto il malfattore ha simulato di passare il telefono alla figlia e, camuffando il proprio tono con una voce all’apparenza femminile, ha proferito testualmente “Mamma aiutami. Dagli quello che hai.”.

L’arrestato, a seguito di giudizio direttissimo, è stato associato alla Casa Circondariale di Verona mentre sono tutt’ora in corso indagini volte a identificare i complici.