eVe, la moda etica contro la violenza sulle donne

Arriva anche a Verona il progetto eVe, brand di moda etico che raccoglie fondi per combattere la violenza di genere: dal 15 novembre presso il negozio Duca D’Aosta sarà possibile acquistare i capi d’abbigliamento del progetto, i cui fondi andranno a sostenere il Cento Antiviolenza Petra di Verona.

«Non appena abbiamo iniziato a far circolare il messaggio tantissima gente ci ha chiamati. Il logo non è solo un disegno, ma un messaggio che chi lo indossa sta dando chiaramente». A parlare sono Michele Molin e Daniele Panizzi, i due ormai ex tassisti creatori del marchio di abbigliamento eVe, il brand etico che raccoglie fondi per progetti destinati a combattere la violenza sulle donne.

Dopo il successo registrato a Venezia, dove a meno di un anno dal lancio del progetto sono stati raccolti oltre 6000 euro poi destinati al Centro Antiviolenza di Mestre, eVe arriva anche a Verona: i capi d’abbigliamento del progetto saranno in vendita, a partire da martedì 15 novembre, nel negozio Duca D’Aosta in via Mazzini, 31, dove sarà possibile acquistare t-shirt, cappellini, polo e applicazioni, in vendita a prezzi accessibili a tutti (dai 6 euro delle applicazioni ricamate in stoffa ai 35 della polo).

Tutti i fondi così raccolti saranno donati al Centro Antiviolenza Petra di Verona: «Un’iniziativa davvero lodevole – ha commentato l’assessore alle Pari Opportunità Anna Leso – ideata da due uomini veneziani che hanno deciso di creare un marchio che rappresenti la femminilità e permetta di sostenere progetti a tutela della donna vittima di violenza. Per questo l’intero ricavato dei negozi di Verona sarà devoluto al Centro Petra che dalla sua apertura, nel 2004, a fine 2015, ha ricevuto ben 2684 richieste d’aiuto da parte di donne maltrattate, alle quali si aggiungono le 288 da gennaio ad ottobre di quest’anno: circa 1.400 donne sono state seguite in percorsi riabilitativi».

«Words are not enough», le parole non sono abbastanza, si legge sui capi di abbigliamento firmati eVe che nascono con un intento ben preciso: essere innanzitutto «un segnale culturale molto forte», per fermare la violenza dilagante sulle donne e sostenere chi, ogni giorno, la combatte. La somma raccolta fino ad oggi dalla vendita dei capi d’abbigliamento eVe ha aiutato il Centro Antiviolenza di Mestre a sostenere una donna ospitata in una casa protetta e finalmente pronta a cominciare una nuova vita, mentre un’altra parte dei fondi è stata destinata ad aiutare le donne che arrivano al Pronto Soccorso e che necessitano di un paio di giorni di protezione prima che sia deciso dove destinarle. Un altro progetto molto a cuore a Molin e Panizzi è quello di aiutare la famiglia di Chiara Insidioso, la ragazza che nel 2014 è stata ridotta in fin di vita dall’ex fidanzato e che da allora necessita di cure costanti.