Ballottaggio al cardiopalma. Pescantina alla Lega, Negrar e San Bonifacio al centrosinistra

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Pescantina alla Lega, Negrar e San Bonifacio al centrosinistra. È il verdetto delle elezioni nei tre comuni veronesi giunti al secondo turno.

A San Bonifacio è stato riconfermato il sindaco uscente Giampaolo Provoli, con quasi venti punti percentuali sull’avversario Emanuele Ferrarese. Provoli (che non ha presentato il simbolo del Pd), ha raccolto il 60,45% dei consensi, contro i 3260 voti scrutinati al candidato ufficiale di Lega e Forza Italia.

Giampaolo Provoli, Sindaco di San Bonifacio
Giampaolo Provoli, Sindaco di San Bonifacio

Seggi incandescenti a Negrar, con una vittoria palmo a palmo per il sindaco uscente Roberto Grison, che ha vinto con un margine di 80 voti (50,46% ) sul candidato della Lega Marco Andreoli, sconfitto a 4019 voti. Decisivi i voti della Lista Tosi, con cui Grison ha chiuso un accordo per il ballottaggio.

Roberto Grison, Sindaco di Negrar di Valpolicella
Roberto Grison, Sindaco di Negrar di Valpolicella

A Pescantina l’unico successo della Lega: Davide Quarella, che si è presentato anche con il simbolo di Fratelli d’Italia, oltre che con una civica, ha ottenuto il 63,36% dei voti (4.707 preferenze), staccando di 25 punti percentuali il sindaco uscente Luigi Cadura, di area Pd, presentatosi con le liste «Pescantina Democratica» e «Siamo Pescantina». Per Cadura, solo 2.722 voti, pari al 36,64%.

Davide Quarella, Sindaco di Pescantina
Davide Quarella, Sindaco di Pescantina

«Un grande e sentito in bocca al lupo a tutti i sindaci eletti. Auguro loro indistintamente di fare il meglio e che tutti ottengano grandi risultati in maniera che i cittadini possano avere sul territorio quello che si meritano» ha augurato il presidente della regione Veneto Luca Zaia ai neoeletti a margine dell’inaugurazione del nuovo percorso attrezzato di riabilitazione cardiologica dell’ospedale a Jesolo.

«Oramai siamo fuori dalla campagna elettorale, le elezioni sono finite, quindi i miei auguri sono veramente e sinceramente per tutti i primi cittadini che si accingono a guidare il loro comune, un lavoro difficile quasi una missione» «Quello più sentito – ha aggiunto Zaia – è che da oggi si possa essere tutti buoni amministratori, i sindaci di tutti indipendentemente dalla casacca con la quale si è corso. Alla fine di tutto, a vincere devono essere sempre i cittadini che sono i nostri azionisti di riferimento e per farlo devono essere soddisfatti dell’operato di chi li amministra, ottenendo sul territorio le giuste risposte».