Ecodesign, Korner: il bello che fa davvero bene

Riciclo, Design e Sociale. Questi gli ingredienti di Korner, l’innovativo progetto veronese che applica alla perfezione i valori dell’economia collaborativa, utilizzando materiali di scarto e trasformandoli in oggetti di design. La progettazione è affidata al talento di giovani creativi,  la produzione, invece, viene commissionata a persone a rischio di esclusione sociale.

di Luca Spaziani

Prendete dei giovani designer freschi di studi e desiderosi di mettersi all’opera, date loro dei materiali di scarto da rivitalizzare e affidate la realizzazione delle idee a persone svantaggiate: il risultato si chiama Korner, una start up innovativa nata un anno fa a Verona e che proprio in questo periodo sta vivendo una fase di forte crescita.

Korner recupera materiale di scarto dalle aziende e realizza degli oggetti da rivendere o alle aziende stesse o al pubblico. Il tutto coinvolgendo gruppi di ragazzi appena usciti dalle scuole di design, chiamati a sfidarsi sull’idea di riuso più creativa, e gli ospiti della cooperativa I Piosi di Sommacampagna a cui viene affidata la manodopera.

Non si tratta dell’unica realtà veronese attiva in questo ambito: sono molte le associazioni, le cooperative e le piccole imprese che uniscono ecosostenibilità e impegno sociale. Ciò che distingue Korner è l’attenzione alla creatività e la cura per il design dei prodotti. L’idea, infatti, è partita proprio da un designer con anni di esperienza nel campo della moda: Alessandro Marcolini. Insieme ad altri due giovani gestisce quello che, dice, «per ora è un progetto sociale, ma in futuro potrebbe diventare qualcosa di più». Creativo ma anche coreografo e scenografo, Alessandro ha vissuto nelle capitali di mezza Europa collaborando con alcune delle compagnie di danza contemporanea più importanti del mondo.

«Circa un anno fa – racconta – una grande azienda di abbigliamento veronese mi ha chiesto di realizzare dei sacchetti per scarpe utilizzando materiale riciclato. Mi sono chiesto se non ci fosse un’alternativa al farli fare in Cina e ho pensato di rivolgermi alla cooperativa I Piosi per proporre loro di far svolgere questo lavoro alle persone in difficoltà di cui si occupano».

Nella cooperativa, attiva sul territorio veronese da oltre 25 anni, Alessandro ha trovato ragazzi disabili ma anche ex detenuti e profughi, «persone a cui offriamo un modo utile per impiegare il tempo e, quando possibile, per mettere a frutto le professionalità che hanno e che non possono spendere nel mondo del lavoro».

Lampade, orologi, pouf da giardino, gadget natalizi, tovagliette realizzate con i teloni di un camion: il catalogo di Korner è vario e ricco. Ma non pensate di trovarci di tutto, Marcolini ha le idee chiare: «Ci piacerebbe specializzarci nell’interior design, e comunque nella creazione di oggetti utili, non banali e non impegnativi, che costino al massimo 100-120 euro. Ma – sottolinea – sempre con l’occhio puntato sulla creatività, l’elemento che vorremmo fosse il nostro marchio di fabbrica».

Proprio l’aspetto della creatività è infatti uno dei valori portati avanti da Korner: «Quando escono da scuola – spiega Marcolini – i giovani designer hanno un disperato bisogno di affrontare la realtà del lavoro che è lontana anni luce dalla teoria, per non rischiare di realizzare oggetti che, nel vero senso della parola, non stanno in piedi. Noi offriamo loro quest’opportunità che dovranno saper sfruttare facendosi notare e promuovendo le loro creazioni».

Quella di Korner è una realtà in crescita che proprio in queste settimane sta vivendo una forte accelerazione grazie all’accordo stretto con Altromercato che porterà i prodotti della start up negli oltre 100 punti vendita della nota catena di distribuzione attiva nel commercio equo e solidale.

E per il futuro, perché non aprirsi all’e-commerce? «Ci stiamo pensando», confida Alessandro. «Se avremo le possibilità per organizzarci lo faremo. Ora la priorità è anche quella di attirare risorse economiche perché l’entusiasmo è importante ma può non bastare».