Wcf, la Dichiarazione di Verona dopo i cortei di ieri. Aborto e incentivi alle famiglie i temi più urgenti

Dopo la giornata di fuoco che ha visto Verona divisa in due tra il Palazzo della Gran Guardia – sede del Congresso delle Famiglie – e le strade limitrofe colorate dai manifestanti delle organizzazioni antagoniste all’evento, il Congresso si avvia alla conclusione con l’adozione della Dichiarazione di Verona, per “sollecitare le istituzioni ad un’attenzione che non sempre è stata all’altezza”  su valori “previsti dalla Costituzione ed espressi dal diritto naturale”.

Non ci sono solo i diritti a senso unico, ma i diritti di tutti, soprattutto quelli dei più deboli – dichiarano il presidente Toni Brandi e Jacopo Coghe – “La vera forza infatti non si misura da chi hai sconfitto, ma da cosa hai protetto” hanno detto i due promotori, che hanno posto a margine del documento a sigillo della manifestazione un quesito: “Perché la UE prevede fondi salva-stati che, nella pratica sono salva-banche e non istituisce un fondo salva-famiglie”.

Il riconoscimento della perfetta umanità del concepito, la protezione da ogni ingiusta discriminazione dovuta all’etnia, alle opinioni politiche, all’età, allo stato di salute o all’orientamento sessuale, la tutela delle famiglie in difficoltà economiche e delle famiglie rifugiate; il contrasto all’inverno demografico, tramite leggi che incentivino la natalità: sono i temi inseriti nella Dichiarazione di Verona, adottata per acclamazione dai presenti.

Ulteriori obiettivi sono posti poi nel testo, quali: il contrasto alla pratica dell’utero in affitto tramite una rogatoria internazionale; la protezione dei minori e dei loro diritti ad avere una mamma e un papà, a non diventare oggetti di compravendita, di abusi sessuali e pedopornografia;  a ricevere un’educazione che non metta in discussione la loro identità sessuale biologica e non li induca a una sessualizzazione precoce.

La Dichiarazione di Verona prosegue, sottolineando l’urgenza della tutela dei diritti delle donne, dal ricevere valide alternative all’aborto, alla protezione dallo sfruttamento sessuale e dalla pornografia, alla parità di trattamento salariale, fino alla conciliazione tra lavoro e maternità, attraverso più lunghi congedi parentali e – per chi lo desidera – flessibilità, part time o telelavoro. Le madri che scelgano di dedicarsi esclusivamente ai figli e alla famiglia, aggiunge la Dichiarazione, andrebbero tutelate con una remunerazione adeguata per il lavoro casalingo, laddove lo stipendio del coniuge non sia sufficiente per un’esistenza libera e dignitosa.

Ulteriori punti del documento riguardano il radicale contrasto alla diffusione e alla legalizzazione di ogni tipo di droga e la difesa del diritto dei genitori alla libertà di scelta educativa per i propri figli (art. 26 Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo), specie riguardo la sfera sessuale e l’affettività.