Diamanti da investimento, tre incontri con Adiconsum

Le novità e gli aggiornamenti sulla questione dei diamanti da investimento saranno al centro di tre incontri organizzati da Adiconsum Verona  che si terranno mercoledì 20 giugno 2018 alle 18:30 a Verona nella Sala conferenze “Erminio Lucchi” in piazzale Olimpia, 3 (Zona stadio); lunedì 25 giugno 2018 alle ore 18:00 a Legnago nella Sala civica comunale (Sala A) via Giacomo Matteotti, 4/6 (Palazzo di vetro); martedì 26 giugno 2018 alle ore 18:00 a San Bonifacio nella Sala civica “Berto Barbarani” in via Marconi, 1.

Durante gli incontri, il presidente Davide Cecchinato  e i legali di Adiconsum Verona, informeranno i cittadini sulle forme di tutela che si possono mettere in campo, e illustreranno le azioni intraprese dall’associazione in fase di trattativa con gli istituti di credito coinvolti.

«A oggi i consumatori che si sono rivolti alla nostra associazione sono oltre 200, con un controvalore complessivo di quasi 6 milioni di euro. – afferma Davide Cecchinato – In gran parte si tratta di posizioni aperte con il Banco BPM con il quale ci sarà a breve un incontro ai massimi livelli istituzionali per tentare di trovare un accordo conciliativo».

«Agli appuntamenti di Verona, Legnago e San Bonifacio – prosegue Cecchinato – parteciperanno anche i ricercatori dell’Università degli Studi di Verona, Dipartimento di Scienze Umane, che assieme all’associazione hanno avviato una ricerca sui casi di risparmio tradito per fotografare l’esistente ed individuare le modalità per evitare che tali fenomeni si ripetano nuovamente».

La vicenda diamanti risale all’ottobre 2017 quando l’Antitrust ha multato per più di 15 milioni di euro due società venditrici di diamanti, Intermarket Diamond Business e Diamond Private Investment, e quattro banche che hanno venduto diamanti a prezzi ben differenti dal valore reale. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, infatti, ha ritenuto ingannevoli le modalità di vendita dei diamanti. In particolare l’offerta è stata ritenuta scorretta perché le pietre venivano segnalate come investimenti sicuri quindi i clienti non venivano informati dei rischi reali e dell’impossibilità di rivendere i preziosi acquistati.

«Bisognerà aspettare il prossimo ottobre per la decisione del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, a cui tutte le società coinvolte hanno fatto ricorso contestando i rilievi mossi dall’Antitrust. – conclude Cecchinato – Ci auguriamo, pertanto, che la vertenza si definisca a breve con una piena condivisione su una proposta conciliativa che tenga in debito conto gli interessi dei centinaia di consumatori coinvolti».