«Consiglierei il Veneto a chi vuol vivere bene»

Così ha dichiarato Szuszanna Jakab, parlando del Veneto e del suo sistema assistenziale, considerato un ottimo esempio di cura della salute pubblica: in Europa ci attestiamo nelle posizioni più alte.

Molto positivo il giudizio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sul Veneto: “In una virtuale classifica della salute pubblica in Europa, il Veneto si colloca nelle posizioni più alte: fa registrare l’aspettativa di vita più lunga, segno di efficienza del sistema assistenziale; presenta tassi di mortalità ridotti; tassi inferiori alla media per malattie molto gravi come tumori e cardiopatie; apprezzabile attenzione al fondamentale aspetto della prevenzione e della qualità dell’ambiente di vita dei propri cittadini”.

Così si è infatti espressa Szuszanna Jakab, direttrice dell’Ufficio per l’Europa dell’Oms, riguardo al sistema sanitario ad ambientale, durante un incontro tenutosi ieri a Venezia.

Il tema dell’incontro era “Posizionare il Veneto al Centro delle Politiche Sanitarie Globali ed Europee” e ha visto un confronto tra la Regione Veneto e l’OMS, al quale hanno partecipato anche gli Assessori regionali Luca Coletto (Sanità) e Gianpaolo Bottacin (Ambiente), rappresentanti del Ministero della Salute, esperti provenienti da vari paesi Europei, sanitari e managers della sanità veneta.

«La sfida che ora avete di fronte – ha aggiunto la Jakab – è quella di mantenere i livelli raggiunti in un momento non facile per le finanze pubbliche un po’ in tutta Europa e, dove possibile, incrementarli, ma se qualcuno mi chiedesse dove andare a vivere per star bene non avrei problemi a indicare il Veneto tra i luoghi migliori di tutti e 53 i paesi Europei di cui l’Oms si occupa».

Coletto e Bottacin hanno tenuto a sottolineare che «questo lusinghiero giudizio è anche figlio dell’integrazione che stiamo attuando tra politiche sanitarie e ambientali, consci come siamo che la salute si comincia a costruire facendo vivere la gente in un ambiente più sano possibile».

Gli esperti dell’Oms hanno indicato come prioritarie per la salvaguardia della salute le politiche di prevenzione rispetto al fumo, all’abuso di alcol, al consumo di stupefacenti, agli stili di vita sbagliati, che portano alla sedentarietà e, sempre più spesso, al sovrappeso o all’obesità.

In questo senso sono stati particolarmente apprezzati i sistemi di sorveglianza e le azioni del Piano Regionale Prevenzione 2014-2018 sui temi del consumo di alcol e della guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti; del fumo, che vede scendere l’attitudine alla sigaretta (si registrano nel 2014 747.000 persone che hanno smesso) fino a registrare “solo” il 22% di fumatori nella fascia 18-69 anni; il modello di azione integrata sull’acqua potabile, con 7 reti di sorveglianza attive, 3.800 stazioni di acqua potabile controllate, 8.000 campionamenti d’acqua l’anno; 200.000 accertamenti analitici l’anno dei quali il 99,75% risultati conformi alla norma; il sistema di sorveglianza “Okkio”, rivolto ai ragazzi in età scolastica e puntato sullo stato nutrizionale e gli stili alimentari e di vita (il 23% dei bambini presenta un eccesso ponderale e il 6,5% è in condizione di obesità o obesità severa); il sistema di sorveglianza specifico rivolto alla popolazione anziana e all’andamento delle cronicità.