Congresso delle Famiglie, Zardini: “Un errore da non commettere”. E sabato 30 sfilerà la contromanifestazione a Verona

Sabato 30 marzo, in concomitanza con il Congresso mondiale delle Famiglie, si terrà la contromanifestazione organizzata dal movimento politico Non Una di Meno, alla quale hanno aderito i sindacati Cgil Cisl e Uil, le Donne Democratiche e molte associazioni tra cui Isolina e…, Telefono Rosa, Il Melograno, Filo di Arianna, Traguardi, Aied. A confermare la partecipazione anche l’onorevole Pd Diego Zardini nella nota stampa diffusa oggi.

“Nella misura in cui ciascun cittadino, uomo o donna, rispetta le regole e la convivenza civile, ha tutto il diritto di impostare la propria vita esattamente come desidera e nessuno, tanto meno lo Stato, può occuparsi del suo privato. Ed è da questo punto di vista che risulta inaccettabile la partecipazione di esponenti del governo locale e nazionale al Congresso di Verona” ribadisce Zardini che definisce l’evento come “l’occasione per riflettere sullo stato della libertà nel nostro Paese”.

“Il vero tema – prosegue l’esponente dem – non sta nella legittimità di tenere un convegno, perché non è e non può essere in discussione la possibilità di esprimere il proprio pensiero finché rimane tale, almeno fin tanto che non si traduca in azioni, magari discriminatorie o in espressioni offensive o finché non si traduca in proposte legislative in contrasto con la Costituzione.”

“Che organizzazioni di estrema destra o dell’integralismo considerino famiglia solo quella composta da un padre, una madre e tanti figli, possibilmente non adottati, rigorosamente procreati secondo natura, non mi sorprende – commenta ancora Zardini – Queste organizzazioni sembrano ossessionate dal tempo. Incapaci di coglierne il divenire e le trasformazioni continue, in preda alle ansie che i mutamenti sociali sempre più veloci comportano, provano a fissare l’immagine a un passato più immaginato che reale, e per questo facilmente idealizzabile, ma in quanto tale posticcio e al di fuori di qualsiasi contesto storico volessimo prendere in considerazione.”

Sulla dubbia coerenza delle personalità a sostegno dell’evento: “Tralascio l’opportunismo di quei politici pronti a fare leva sulle paure e sulle incertezze per assicurarsi delle buone carriere e che, a dispetto dei loro stessi, legittimi, comportamenti personali, saranno in prima fila o addirittura sul palco della manifestazione veronese, come Salvini (due figli con due persone diverse) o Meloni (una figlia fuori dal matrimonio). Si tratta solo dell’ennesimo esempio di una classe dirigente abituata a predicare in un modo per gli altri e razzolare in un altro per loro.”

Zardini addita come “del tutto inaccettabile” la presenza accreditata di membri del governo che partecipano, in veste istituzionale, al Congresso. “Oggi siamo tutti meno disponibili a permettere che lo Stato metta il naso nel nostro vissuto personale, nel nostro stile di vita e, magari, pretenda di imporci modelli, ruoli e norme di comportamento del passato e talvolta addirittura in contrasto con la Costituzione” prosegue il commento.

Legittimare a livello istituzionale l’iniziativa veronese – prosegue il comunicato – è “un errore da non commettere”, un pericoloso precedente per tentativi di controllo che minano nel profondo la laicità della società, nella quale chiunque è libero di sviluppare il proprio percorso di vita senza imposizioni e condizionamenti.