Congresso della Famiglia, si allunga la coda delle polemiche

In vista delle amministrative di giugno il vescovo di Verona esorta la classe politica della città:

La comunicazione della Diocesi di Verona di ieri avrebbe dovuto evitare di accendere ulteriori polemiche sull’imminente Congresso della Famiglia promosso dal Comune, accusato di veicolare messaggi omofobi e palesemente discriminatori verso i diritti civili della donna. Oggi, Forza nuova commenta la nota stampa della Curia scagliandosi  contro il vescovo Zenti, reo, con la sua astensione dal prendere una posizione “forte”,  di “tradire la famiglia per accodarsi alla lobby omosessualista”.

“Ma come” – esordisce Pietro Amedeo, segretario provinciale di Forza Nuova – “uno si aspetta una parola di incoraggiamento, di conforto soprattutto, considerato l’attacco furioso e brutale da parte degli avversari della vita e della famiglia naturale, di Emma Bonino, nota abortista, dei distruttori della famiglia cristiana, quella che mette al centro Cristo, quella che considera sacra e inviolabile la vita, qualsiasi vita, anche quella colpita da disabilità, dalla militanza marxista che fonda l’esistenza sul peggiore materialismo ateo”.

E se da una parte gli attacchi si sprecano, dall’altra certo non stanno a guardare. Il movimento Assemblea 17 dicembre ha annunciato oggi che presenzierà all’incontro “Semi di legalità” previsto per il prossimo 22 marzo presso l’Educandato Agli Angeli di Verona e che vedrà la partecipazione del ministro Lorenzo Fontana e del sindaco Federico Sboarina.”Se Fontana ha ispirato e voluto a Verona il congresso sulle famiglie, Sboarina è quello che ha dato l’agibilità politica ed economica. Il comune finanzia il Wcf non facendogli pagare costose sale pubbliche e tanto meno il trasporto urbano. La cifra del mancato introito, da alcuni calcoli, è di almeno 100 mila euro” recita la nota.

“Noi, come movimento veronese e come cittadine e cittadini che non gradiscono la sua presenza e quella delle/degli altre ed altri relatori e partecipanti che si ritroveranno a Verona alla fine del mese, lo vorremmo incontrare anche per chiedergli chi pagherà questo conto” chiude il comitato.

Nel frattempo giunge la nota del senatore Pd Vincenzo D’Arienzo, sul ritiro della concessione degli ambienti della Camera di Commercio di Verona ad uso del Congresso della Famiglia.

“Con la scusa della difesa della famiglia – recita il comunicato – sarebbero stati lanciati messaggi pericolosi da soggetti che si distinguono per le posizioni gravemente omofobi e di sostegno a leggi liberticide e miranti alla repressione penale dell’omosessualità, oltre che alla limitazione dell’autodeterminazione in materia affettiva e familiare. Il fatto che la cosa sia stata cassata è segno che si è avvertita la pericolosità di un evento simile presso un luogo come la Camera di commercio che è di tutti. Lo considero un atto intelligente che chiude ogni polemica.”

Nei giorni scorsi D’Arienzo aveva criticato la decisione dell’ente , che aveva replicato sottolineando il carattere sociale dell’iniziativa. Il senatore, come già il consigliere comunale Elisa La Paglia ieri. sollecita il Comune a “non concedere gratuitamente gli spazi” e chiede conto all’amministrazione comunale dei costi sostenuti: “Gli organizzatori dicono che hanno venduto tutti gli 800 biglietti previsti, perché non pagano tutte le sale comunali che occuperanno? I costi: Gran Guardia (58.000 euro), Palazzo Barbieri, Arena e musei vari (15.000 euro circa), Polizia Municipale (10.000 euro circa), affissioni e manifesti (gli altri pagano), libera circolazione degli organizzatori e dei fornitori in centro storico (i residenti e le attività economiche invece pagano i permessi) e chissà cosa altro ancora, tutto GRATIS. Un laboratorio di idee, ha detto il sindaco. Una fabbrica di odio a spese nostre, altroché” è la chiusura del politico.

Francesca Businarolo, presidente della Commissione Giustizia della Camera, si aggiunge al coro delle polemiche. “Gli organizzatori del Forum sulla famiglia appaiono sempre più isolati, visto che anche parte del mondo cattolico rifiuta di fare la stampella ad una iniziativa palesemente oscurantista. Sappiamo che c’è in corso una istruttoria per fare chiarezza sulla questione del Logo della Presidenza del Consiglio. Aspettando gli esiti, è già rassicurante vedere che la società civile è più evoluta del piccolo fronte medioevale”è il commento della deputata 5 stelle.