Congresso della Famiglia, “Insieme per Verona” chiede la revoca del patrocinio della Provincia

I consiglieri provinciali Pd Paolo Martari e Stefano Ceschi e il consigliere Roberto Grison, tutti appartenenti al gruppo consiliare “Insieme per Verona”, hanno depositato stamane un’istanza di revoca del patrocinio della Provincia al “Congresso Mondiale delle Famiglie”, programmato dal 29 al 31 marzo a Verona.

“Concedendo il patrocinio ad una iniziativa tanto divisiva e controversa, in plateale contrasto con alcune delle più consolidate acquisizioni giuridiche e scientifiche in materia di diritti della persona, il presidente Scalzotto ha impegnato l’Ente provinciale a supporto di un congresso dove saranno espresse tesi ed argomentazioni solamente di una parte politica” sostengono i consiglieri provinciali. “Peraltro, vista la natura di ente di secondo livello acquisito dalla Provincia, il Presidente avrebbe dovuto (e dovrebbe) operare in modo più istituzionale, senza fini politici di parte”. 

“Non sono in discussione le idee e le sensibilità di Scalzotto o di altri esponenti di centro destra (tutti infatti sono liberi di esporre le proprie, democraticamente), ma il patrocinio concesso a questo evento, dal sapore retrogrado ed oscurantista, impegna indirettamente anche tutti i comuni e tutti i cittadini della provincia, molti dei quali non sono d’accordo“.

“Alla luce di molti relatori invitati – tra cui importanti esponenti del governo nazionale – e delle controverse tesi da essi sostenute (ad esempio in materia di interruzione di gravidanza, divorzio, diritti civili delle coppie omosessuali, ruolo ed emancipazione della donna, ecc.) pare evidente che il dichiarato obiettivo di difendere a spada tratta la “famiglia naturale” celi invece il desiderio di costruire un modello sociale anacronistico nel contesto attuale, in cui vada premiata, a prescindere, la forma (il matrimonio religioso) rispetto alla sostanza (il rispetto reciproco), evocando come “male” tutto ciò che si discosti da questa impostazione”.

In tale senso si sono espresse sia la comunità scientifica veronese sia la Chiesa cattolica, a conferma che tematiche così delicate e divisive meritino una trattazione maggiormente attenta.

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