Circolo Pink, mano rifiutata a Bocchi e Adami

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Le sigle e le associazioni veronesi in difesa delle persone gay, omosessuali, bisessuali e transessuali di Verona, tra cui Circolo Pink e Assemblea 17 dicembre non hanno gradito le prese di posizione e le dichiarazioni delle consigliere di maggioranza Laura Bocchi (Lega) e Maria Fiore Adami (Battiti) che martedì avevano condannato apertamente l’aggressione a una coppia di coniugi spagnoli avvenuta la scorsa settimana davanti alla Gran Guardia. Le due esponenti «appartengono a forze politiche fortemente razziste e fasciste».

A margine di una nota stampa diffusa pochi minuti fa, le stesse sigle fanno presente che «il Circolo Pink non desidera essere accomunato alle posizioni delle due consigliere» proprio per le motivazioni sopra virgolettate e con chiaro riferimento all’articolo uscito nella stessa giornata di martedì sulla nostra testata Pantheon Verona Network che allineava su un fronte comune di condanna le due donne, il Circolo Pink e il Partito Democratico veronese.

«Laura Bocchi e Maria Filippa Adami dovrebbero ricordare che se si pretende di essere contro l’omofobia e di insegnare ad altri e altre questa pratica di non discriminazione bisognerebbe non appartenere a forze politiche che quotidianamente lavorano e contribuiscono a creare un clima fortemente omofobo, razzista, sessista e fascista – prosegue la nota di Assemblea 17 dicembre – Le posizioni di Lega e Battiti non contribuiscono certo a creare un clima di “rispetto” nei confronti delle tante diversità che a Verona convivono. Ma fanno il contrario, e le dichiarazioni rese dalle due consigliere sono solo strumentali e volte a mitigare le posizioni fortemente omofobe e razziste di questa amministrazione».

Lo stesso Sboarina, sindaco di Verona, questa mattina dalle pagine del Corriere di Verona ha affermato che “Verona non è omofoba”: «allora dovrebbe perlomeno spiegare tutta una serie di posizioni e fatti che dimostrano il contrario, a partire dal suo programma politico».

Secondo le sigle firmatarie del comunicato stampa, tutto sarebbe collegato: «l’insistenza sulla famiglia cosiddetta naturale, la crociata contro il cosiddetto gender, il braccio teso di Andrea Bacciga in aula, le mozioni contro la 194 e contro il diritto delle donne firmate dal sindaco, l’annullamento durante il Tocatì dello scorso anno di un evento che avrebbe raccontato storie gay e lesbiche all’interno della biblioteca civica sono lì dietro l’angolo – concludono –  e ci ricordano solo da che parte sta questa amministrazione. Non è possibile pensare che le loro posizioni e le loro azioni non abbiano ricadute e legami anche su quello che è accaduto ad Angelo e Andrea».

Nel frattempo è confermata per sabato alle ore 16.00 la passeggiata/corteo “Mano nella Mano contro l’omofobia” che partirà da Piazza Bra per attraversare il centro città.

Peccato che la mano non meno importante di due voci fuori dal coro, che con coraggio si sono disallineate (con tutti i rischi del caso) ai loro partiti per pensare con la loro testa, in questo caso non sia stata accolta.