Congresso delle Famiglie, oggi l’apertura. Aborto e fecondazione assistita i temi caldi

È iniziat0 stamattina il 13° congresso mondiale delle famiglie in Gran Guardia a Verona. Aborto, posizione generativa e fecondazione assistita sono i temi che hanno dominato le dichiarazioni dei relatori e degli ospiti al convegno, fin dalle prime battute all’apertura delle registrazioni all’ingresso. Si è ribadito la differenza tra famiglia composta da padre e madre e altri tipi di unione.

 

Luca Zaia ha ribadito la sua sostanziale apertura alle famiglie omogenitoriali, precisando la sua contrarietà sul tema adozioni. Lo stesso sindaco di Verona Federico Sboarina, nel ribadire l’apertura di Verona alle famiglie arcobaleno, ha confermato l’adesione istituzionale al modello familiare secondo la Costituzione.

“L’aborto è l’uccisione di un bambino in utero, e la legge 194 è stata applicata soltanto negli articoli che permettono la soppressione di una vita e non in quelli che aiutano la maternità” ha detto Massimo Gandolfini, ribadendo che la legge 40 è invece “una mediazione accettabile tra chi vede nell’unione tra uomo e donna il momento in cui nasce una nuova vita e le biotecnologie”.

Monsignor Giuseppe Zenti vescovo di Verona a margine del World Congress of Families così ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se l’aborto fosse un diritto: “Ma quale diritto, è un delitto”. E su famiglia e unioni omosessuali ha aggiunto: “L’amore? Non basta a formare una famiglia. La famiglia è solo quella tra uomo e donna, il resto sono associazioni”.

Il senatore Simone Pillon , nel minimizzare l’aspetto ideologico del congresso e riconfermare che “per avere un figlio, ci vogliono una mamma e un papà”, ha ribadito la finalità programmatica di una discussione “per costruire con i governi di altri Paesi un pacchetto di politiche familiari davvero innovativo e capace di dare una speranza al Paese“.

Nel capoluogo scaligero domani 30 marzo ci saranno anche gli oppositori, con la ‘contromarcia’ che vedrà unite associazioni per la difesa dei diritti delle donne, della comunità Lgbtqi, sindacati e una parte di centrosinistra, organizzata dal movimento Non Una di Meno, con adesione di Pd e Leu. Alle 11 Forza Nuova presenterà di fronte alla Gran Guardia il comitato referendario Pro Vita “con il preciso scopo di promuovere leggi che garantiscano un futuro all’Italia e abrogarne altre come la 194”.

Domenica 31 marzo, infine toccherà al Wcf scendere in piazza con la ‘Marcia per la famiglia’.