Caso Ryanair, a terra anche passeggeri veronesi

Aereo della compagnia Ryanair
Aereo della compagnia Ryanair

Una nota di Adiconsum spiega come far valere i propri diritti nei confronti delle compagnia aerea low cost che ha deciso di cancellare oltre 2000 voli nel prossimo autunno

Momento difficilissimo per Ryanair. La compagnia low cost ha deciso di cancellare oltre duemila voli in autunno, scelta che “interessa” circa 400 mila passeggeri, con richieste di rimborso che arriveranno almeno fino a 35 milioni di euro. Il motivo di questa decisione, secondo quanto spiegano dalla compagnia, è la mancanza di piloti per una valutazione sbagliata dei riposi e per la fuga dei comandanti verso altre compagnie, oltre che per la volontà di migliorare la puntualità degli aerei scesa sotto all’80 per cento.

Tra i passeggeri che sono già rimasti a terra ci sono anche  anche dei veronesi . Una famiglia con bambini piccoli che si trovava in vacanza in Sicilia l’11 settembre è stata avvisata della cancellazione del volo di rientro esattamente 2 ore e mezza prima della partenza. Per tornare a Verona, la famiglia ha dovuto noleggiato un’auto. Un gruppo di ragazze ha dovuto acquistare da Madrid un biglietto di altra compagnia per tornare a casa, perdendo una giornata di vacanza per una questione di orari; un ragazzo è stato avvisato la sera prima che il suo volo per Lisbona non sarebbe partito: la vacanza è finita ancora prima di iniziare.

«Oltre al disagio delle vacanze rovinate o alla necessità di trovare un mezzo di trasporto alternativo per rientrare a casa – evidenzia Davide Cecchinato, presidente di Adiconsum – Ryanair ha fatto sapere che contatterà direttamente i passeggeri offrendo voli alternativi e rimborsi. Ma è bene sapere quali sono i diritti dei passeggeri del trasporto aereo in caso di cancellazione del volo perché, purtroppo, casi come questo possono accadere ancora».

La materia è normata dal Regolamento (CE) n. 261/2004, il quale stabilisce che in caso di cancellazione di un volo non dovuto a circostanze eccezionali, come nel caso specifico di Ryanair, il passeggero ha diritto: di scegliere se ricevere il rimborso del prezzo del biglietto (entro 7 giorni) o se essere riprotetto su un volo alternativo, in condizioni di trasporto comparabili, verso la destinazione finale appena possibile o scegliendo una data successiva, a seconda della disponibilità dei posti; di ricevere la compensazione pecuniaria che varia dai 250 ai 600 euro; di ricevere assistenza, intesa come pasti e bevande, sistemazione in albergo, trasferimento tratta aeroporto-albergo e viceversa, n. 2 chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o posta elettronica. La compensazione pecuniaria non è però dovuta nel caso in cui la cancellazione del volo venga comunicata al passeggero con un preavviso di almeno 2 settimane; in un lasso di tempo compreso tra 2 settimane e 7 giorni, e la compagnia offra un volo alternativo il cui orario di partenza non può essere anticipato più di 2 ore rispetto all’orario del volo cancellato e l’orario di arrivo non può essere superiore alle 4 ore; inferiore a 7 giorni, e la compagnia offra un volo alternativo il cui orario di partenza non può essere anticipato più di 1 ora rispetto all’orario del volo cancellato e l’orario di arrivo non può essere superiore alle 2 ore.

«Adiconsum Verona – chiosa Cecchinato – è disponibile ad aiutare i passeggeri a far valere i loro diritti e recuperare le somme spettanti».

GUARDA IL SERVIZIO DI TV7 VERONA NETWORK