Carcere di Montorio, emergenza sovraffollamento?

L’ultima relazione, che risale neanche a un mese fa, parla di circa 550 persone a fronte di 335 posti disponibili. Qui dovrebbero esserci solo detenuti in attesa di giudizio. Invece, non si contano le condanne in via definitiva. Il tasso di sovraffollamento è del 156,1%contro la media di 119,9%.

Foto d'archivio relativa ad uno spettacolo nel carcere

Il carcere di Montorio fa parte della galassia “Case Circondariali” (Istituti di custodia cautelare) il che vuol dire che dovrebbe essere utilizzato solo e unicamente per i detenuti in attesa di giudizio. Ma questo non avviene. Sono in tanti nelle stanze, dove il caldo impedisce di pensare. La situazione rischia di diventare incandescente anche sotto altri profili. Il Garante: «Molti dovrebbero essere in altre strutture».

I NUMERI
Dagli ultimi dati disponibili, quelli di fine 2018, sono 335 i posti disponibili nelle celle scaligere. Ad oggi negli spazi del penitenziario si contano 525 persone: 474 uomini e 51 donne. 190 in più rispetto alla capienza massima. «L’acqua calda è garantita nelle celle soltanto nella 4° e 5° sezione, le docce sono in comune. Ogni cella visitata ha un letto a castello e un letto singolo, il bagno è in ambiente separato ma è il luogo dove i detenuti trovano spazio per collocare i beni alimentari e i fornelletti, anche in stretta prossimità ai sanitari», si legge nella relazione dell’associazione Antigone che si occupa di valutare lo stato di salute delle strutture carcerarie italiane.

LA SITUAZIONE
Sono 61 i suicidi che si sono consumati nel 2018, nelle carceri italiane, ben 1.198 quelli sventati. Ferimenti autoinflitti? Superiamo i 10mila casi (Fonte Polizia Penitenziaria https://www.poliziapenitenziaria.it/carceri-italiane/). A Montorio nel febbraio del 2019, un detenuto si è ucciso. L’associazione Antigone sceglie queste parole per Montorio, dopo una visita a fine dicembre del 2018: «Un alto numero di eventi critici, fra i quali ben tre suicidi nel solo anno 2018» una dei dati peggiori d’Italia. Eppure il sistema Montorio è un’eccellenza per il capitolo delle attività lavorative con 5 detenuti che lo scorso giugno hanno preso il diploma di tecnico di scuderia ed educative (come lo yoga, il corso di teatro e via così). Nella relazione si legge che comunque «la struttura presenta ambienti spaziosi. All’esterno vi sono ampie aree verdi e grandi spazi per le lavorazioni e le attività; all’interno le stanze, i corridoi, gli atri e le stanze comuni sono molto grandi». Una nota «Durante la visita a più riprese ci è stato confermato dal personale un graduale aumento degli eventi critici». E sotto il cappello di eventi critici ci sono i suicidi (3 nel 2018, l’ultimo a febbraio 2019) e pure i casi di autolesionismo (154 nel solo 2018).

LE INIZIATIVE
A fare la differenza sono, come sempre, le persone. Dallo yoga al teatro passando per le attività di scuderia con i cavalli. La Direttrice Maria Grazia Bregoli ha permesso, negli anni, il coesistere di una galassia di iniziative, che premiano il percorso di reinserimento del detenuto nel tessuto della società. Per capire e sperimentare la difficoltà che si respira nei luoghi della detenzione, la cella carceraria a dimensione reale realizzata dai detenuti del Montorio, farà tappa anche alla Festa del Volontariato.

LA POLIZIA PENITENZIARIA
Altro capitolo da non dimenticare è quello degli agenti della penitenziaria. Sui 380 agenti previsti – e che vengono calcolati sulla massima capienza e non su quella reale – quelli che lavorano nel penitenziario veronese sono 344.