Businarolo discriminata perché incinta, Romano: «Falsità»

Caos in commissione dopo le parole di Romano. Il dem si difende: «Totale falsità». L’onorevole: «Pregiudizi duri a morire».

«Come presidente della Commissione Giustizia di Montecitorio sono stata attaccata da parte del deputato del Pd Andrea Romano, ha fatto capire che non sono in grado di presiedere riferendosi al mio stato di gravidanza» così la parlamentare veronese pentastellata denuncia in un post sui social. Pronta replica dell’autore del presunto attacco:«ricostruzione arbitraria, mai detto né pensato una cosa simile».

Andiamo con ordine, durante la commissione  congiunta con gli Affari Costituzionali che aveva in agenda il decreto Sicurezza Bis, cinque parole («Sei incinta, non puoi presiedere») sarebbero state pronunciate dall’esponente dem Andrea Romano all’indirizzo della presidente della commissione Giustizia (Francesca Businarolo, appunto). La pentastellata veronese sui social scrive che la vicenda «non mi rattrista personalmente ma fa riflettere sugli atteggiamenti di uomini che guardano l’altra metà del mondo, il mondo femminile, con superiorità e arroganza. Dispiace che non abbia voluto scusarsi».

Testimoni della frase sessista sarebbero stati sia il pentastellato Giuseppe Brescia che il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni. Le uscite poco felici sarebbero state espresse al culmine delle proteste del Partito Democratico che si sono avvicinati al banco della presidenza protestando per il mancato spazio di parola.
«La ricostruzione dell’On. Brescia è del tutto arbitraria e fondata su totale falsità, non avendo io mai affermato (né tantomeno pensato) che la sua gravidanza fosse di ostacolo alle sue funzioni di presidente». Lo scrive il deputato dem, Andrea Romano, in una lettera rivolta a Francesca Businarolo. «Quello che ho affermato (e che penso con convinzione) – aggiunge Romano – è che Lei, Onorevole Businarolo, questa mattina non abbia svolto con correttezza le sue funzioni di presidente in quanto non ha concesso ai deputati di opposizione che lo chiedevano di svolgere i propri interventi per la durata di cinque minuti per gruppo e per emendamento che erano stati decisi ieri nell’ufficio di presidenza della commissione, pur contro la nostra opinione. In nessun caso e mai – ribadisce Romano – mi sarei permesso di riferirmi alla sua condizione di gravidanza come ad un ostacolo».