Barbara Bissoli: «Abbiamo una funzione sociale, siamo presidio dei diritti delle persone»

La nuova presidente dell’Ordine degli Avvocati di Verona, eletta lo scorso sei febbraio, ribadisce l’importanza di considerare e comunicare la figura professionale dell’avvocato come un baluardo dei diritti del cittadino, detentrice di una missione nella società che, da un lato, è di testimoniare e diffondere la cultura della legalità, dall’altro, di realizzare in concreto il principio di uguaglianza, garantendo che i diritti delle persone siano tutelati in maniera equanime.

DA UN MESE CIRCA ha preso il timone dell’Ordine degli Avvocati di Verona subentrando all’avv. Alessandro Rigoli. È la seconda donna, nella storia del Foro scaligero, a ricoprire il ruolo di presidente. Prima di lei soltanto Laura Pernigo, nei primi anni Duemila. Barbara Bissoli, 51 anni, avvocato amministrativista, dopo aver portato a casa la sfida elettorale con la sua lista “L’Ordine di Tutti”, sostenuta dall’Associazione nazionale forense (ANF) di Verona, ha le idee chiare su come organizzare l’Ordine stesso e sulle azioni da attuare per una rinnovata presa di coscienza della dignità e della funzione sociale della professione forense.

Ormai alla fine del mese di marzo, dedicato tradizionalmente alla donna, vogliamo sottolineare come per la prima volta il Consiglio dell’Ordine scaligero sia a maggioranza femminile, sono undici infatti le donne elette sui ventuno componenti, un primato toccato finora solo da pochi altri Ordini forensi su tutto il territorio nazionale.

Presidente, partiamo da qui, dal mese di marzo, dedicato alla donna. Che significato ha per lei questa ricorrenza?  

È sicuramente una tradizione e le tradizioni non vanno abbandonate. Ricordiamoci che c’è bisogno di sottolineare la specificità femminile, perché progredisca o perché mantenga determinati livelli. In molti settori noi donne abbiamo raggiunto davvero la parità, con sacrificio e tanto impegno. Si tratta di conquiste che è giusto riaffermare per permettere alla componente femminile della società di dare il proprio apporto alla vita civile.

Passiamo alla sua candidatura. Com’è nata l’idea di impegnarsi in prima persona?

Nasce dalla richiesta di un gruppo di colleghi che fanno capo all’Associazione nazionale forense di Verona. Sono sempre stata impegnata nell’avvocatura, prima nell’associazionismo e poi nell’istituzione forense. Sono già stata nel Consiglio dell’Ordine fino a dieci anni fa, per sei anni, prima come consigliere e poi anche come segretario. Mi sono impegnata nella costituzione dell’Organismo di mediazione forense, e ogni volta che l’Ordine ha avuto necessità mi sono messa a disposizione. Inoltre sono docente alla Scuola forense, di cui sono stata anche direttore. Ho accettato la richiesta di candidatura, che non mi aspettavo, perché ritengo che in questo momento storico non ci si possa tirare indietro rispetto all’impegno, soprattutto se ti viene richiesto. Ho un senso del dovere molto forte e quindi, dopo un mese di riflessione, ho dato la mia disponibilità.

Il Consiglio è a maggioranza femminile, una novità assoluta per Verona. Può essere anche un valore aggiunto?

È vero, in Consiglio siamo undici donne e dieci colleghi maschi. Capiremo in questi anni se questa maggioranza al femminile potrà fare la differenza. Quello che posso dire per certo, senza voler generalizzare o sminuire il lavoro dei colleghi maschi, è che noi donne affrontiamo qualsiasi compito ci viene affidato al meglio delle nostre capacità e delle nostre possibilità.

Lei è stata eletta presidente il 6 febbraio, ha già chiare quali siano le urgenze su cui intervenire?

La mia urgenza primaria è quella di far ripartire la macchina amministrativa, che per forza di cose è stata rallentata durante il periodo elettorale. Vorrei che ripartisse con il mio passo. Per me l’efficienza e i contenuti sono fondamentali, senza nulla togliere, sia chiaro, a chi finora mi ha preceduto. Penso sia fondamentale creare contesti nei quali sia riconosciuta all’avvocato la funzione sociale che ha, in quanto depositario della funzione difensiva dei diritti delle persone. C’è bisogno di recuperare un’immagine forte di questa funzione difensiva che è la specificità del nostro ruolo.

Pensa che in questi anni sia venuto meno il rispetto verso la vostra figura professionale?

Si rischia di perdere di vista proprio la specificità di cui parlavo poc’anzi. L’avvocato rischia di essere visto come un ostacolo o come chi va a creare delle difficoltà laddove dove non ci sono o, peggio, come quello che gestisce “gli affari”. Attenzione, queste non sono le caratteristiche dell’avvocato. La sua specificità risiede, come dicevamo, nella funzione difensiva che realizza e tutela i diritti delle persone nell’ambito di un sacrosanto principio di eguaglianza. Tutte le persone hanno la possibilità di ottenere il riconoscimento dei propri diritti. E quindi questo deve essere messo al centro di tutte le nostre iniziative o attività.

In che modo?

Per esempio cercheremo di avere dei rapporti proficui anche con i media proprio perché passi quella che è l’immagine corretta, non distorta, dell’avvocato che è appunto il baluardo dei diritti delle persone.

E magari un’apertura dell’Ordine nei confronti dei cittadini? 

Presso il Tribunale di Verona è attivo lo Sportello del cittadino istituito dall’Ordine degli Avvocati, un istituto previsto dalla Legge professionale forense del 2012 con la funzione di fornire un servizio di informazione e orientamento per la fruizione delle prestazioni professionali degli avvocati e per l’accesso alla giustizia, con esclusione di ogni attività di consulenza o prestazione professionale. Questo, ad esempio, è uno strumento utile, come ce ne sono altri, che andrebbero promossi maggiormente, alla pari di altre iniziative che come Ordine portiamo avanti. Un primo provvedimento è stato quello di far alternare a turno tutti i consiglieri, comprese le cariche, quindi anche la sottoscritta, allo Sportello, proprio perché abbiamo il desiderio come rappresentanti della categoria di avere un contatto diretto con la cittadinanza.

Il numero di avvocati in Italia è cresciuto vertiginosamente, quasi quintuplicato dagli anni Ottanta a oggi. A Verona sono circa 2700 e il numero delle praticanti donne ha quasi raggiunto quello degli uomini. C’è spazio per tutti?

È vero, ci sono tanti avvocati, tuttavia lo spazio, per chi si impegna in modo assoluto, c’è. Io potrei esserne un esempio. Provengo da una famiglia di impiegati, ho studiato a Trento e ho iniziato i miei primi passi nello Studio dell’avvocato Dario Donella, che allora era presidente dell’Ordine forense di Verona, mentre lavoravo saltuariamente per mantenermi facendo la hostess congressuale. L’avvocato Donella, a cui sono grata, mi ha visto molto impegnata, mi sono presentata, mi stavo per laureare e una volta laureata ho iniziato la pratica nel suo studio per diventare poi avvocato. Ho lavorato con l’avvocato Donella fino al 2011, scegliendo successivamente di iniziare un percorso professionale mio, assieme a mio fratello e collega Walter e all’altro avvocato in studio con noi, Matteo Zanoni. Sempre con tanta dedizione per il lavoro.

Che consigli darebbe, presidente, a un giovane o una giovane studentessa di Giurisprudenza per realizzare il sogno della professione?

L’impegno assoluto, lo studio approfondito e, magari, specialistico. Io, per esempio, ho scelto un ambito dove non ci sono tanti avvocati, mi occupo di diritto amministrativo assieme a Walter e Matteo. La nostra specificità è questa, quindi il consiglio che darei è quello di individuare nell’ampio panorama del diritto, non dico delle nicchie, ma dei settori meno frequentati: mi riferisco, ad esempio, all’amministrativo, al penale dell’economia, al tributario…ambiti impegnativi, ma all’interno dei quali si può trovare soddisfazione, anche economica.

In conclusione: il suo mandato scade nel 2022, come immagina l’Ordine tra quattro anni?

Quando ho accettato la proposta di candidatura, l’ho fatto pensando di poter mettere a disposizione le mie specificità e le competenze acquisite in tanti anni di professione e partecipazione. Credo di avere le capacità per porre in essere iniziative volte a contemperare gli interessi pubblici affidati alla tutela dell’Ordine forense dalla Legge professionale forense del 2012, che sono interessi che riguardano l’avvocatura, ma anche l’utenza. Tra quattro anni vorrei che gli interessi pubblici affidati all’Ordine forense trovassero contemperamento ed effettiva attuazione.

Ha un desiderio personale?

Mi piacerebbe che l’Ordine fosse vissuto come la casa di tutti noi avvocati. Nel discorso pronunciato pochi giorni fa davanti ai neo colleghi che hanno prestato l’impegno solenne per esercitare la professione, ho ricordato di non perdere mai di vista quel senso di comunità che è anche la nostra forza. Dall’altro lato, noi consiglieri “anziani” riceviamo la loro promessa di osservare con lealtà, onore e diligenza i doveri della professione di avvocato e ne siamo custodi. Noi ci siamo per qualsiasi problema e insieme cercheremo di attuare quell’apertura verso la cittadinanza di cui parlavo, non solo per recuperare l’immagine e la dignità professionale dell’avvocato, ma proprio perché la nostra missione trova compimento nella tutela e nella difesa dei diritti dei cittadini.

 

Il Consiglio dell’Ordine di Verona

A seguito delle elezioni del 31 gennaio e 1 febbraio scorsi, il Consiglio è composto dagli avvocati Davide Adami, Elisabetta Baldo, Elena Beltramini, Barbara Bissoli, Paolo Bogoni, Cristina Castelli, Andrea Chiamenti, Giovanni De Salvo, Sabrina De Santi, Sara Gini, Massimo Leva, Francesco Mafficini, Silvia Muraro, Chiara Nascimbeni, Giuseppe Perini, Monica Rizzi, Rossana Russi, Luca Sorpresa, Sara Trabucchi, Davide Traspedini, Filippo Vicentini. Nella prima seduta, il Consiglio dell’Ordine ha eletto la Presidente Barbara Bissoli, il Segretario Cristina Castelli, il Tesoriere Francesco Mafficini e il Vice Presidente Davide Adami.

 

 

 

 

 

 

 

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