Bando Periferie, Zardini: “Tagli lineari rozzi e dannosi”

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«Perché non fare esercizio di onestà e dire che si stanno facendo tagli lineari alle città? E che, contrariamente a quanto affermato pubblicamente, le disparità tra comuni si stanno allargando e non riducendo?». Il deputato veronese Diego Zardini, è pronto a dare battaglia alla Camera insieme al resto del gruppo parlamentare del PD per cancellare il famigerato emendamento 13 con cui Lega e 5 Stelle hanno cancellato d’un colpo 500 milioni di finanziamenti per i Comuni capoluogo e susseguenti investimenti (anche da parte dei privati) di circa 3,5 miliardi di euro.

Lo comunica per mezzo di una nota stampa poche ore dopo il tavolo dei sindaci a Venezia.

«Siamo al paradosso che molti comuni nel 2019 potrebbero essere costretti a restituire i fondi liberati con gli spazi di patto, andando in disavanzo. Sono gli effetti devastanti di un’altra norma fatta male dall’attuale governo», afferma Zardini. «Con l’emendamento i Comuni dovranno rinunciare agli attuali spazi di patto, ai 18 milioni (40 per le città metropolitane) assegnati con contributo statale, al blocco degli investimenti privati (tra i 15 e i 20 milioni di euro per ciascun comune capoluogo generati dai bandi di riqualificazione); inoltre, non potranno più pagare le imprese per i lavori già partiti e perderanno i trasferimenti e gli avanzi di amministrazione futuri a causa delle sanzioni per gli sforamenti dell’anno prossimo».

«Oltre al danno la beffa, dunque. I nostri governi avevano stanziato quei fondi stabilendo la regola di escludere i comuni destinatari dall’accesso ad altri bandi e misure di sostegno (DM 29 gennaio 2018) proprio per evitare disparità tra i Comuni capoluogo e tutti gli altri. In questo modo invece la disparità si genera tra i Comuni che hanno potuto partecipare a tutti i bandi statali per l’assegnazione dicontributi e spazi di patto rispetto a quelli che non vi hanno potuto partecipare, cioè quelli capoluogo perché assegnatari di una misura poi revocata a posteriori».

«Anche noi siamo favorevoli all’utilizzo degli avanzi di amministrazione per tutti i Comuni, lo abbiamo già fatto. Con la legge di bilancio del 2016, il governo del Pd aveva sbloccato per gli enti locali avanzi di amministrazione pari a 900 milioni l’anno per il 2018 e il 2019 e 700 milioni di euro l’anno per il periodo 2020-2023. In totale quindi si tratta di 4,6 miliardi di euro. C’era bisogno di proseguire su questa strada? Probabilmente sì, perché gli avanzi di amministrazione sono risorse altrimenti ferme, ma si poteva fare senza toccare i 500 milioni di euro assegnati direttamente ai Comuni pe rla riqualificazione delle periferie. Quesi fondi generano investimenti, opere e occupazione per 3,5 miliardi di euro. Senza contare che da molti anni nessuno si è occupato di agire nelle zone più degradate delle nostre città. Il concetto di rigenerazione urbana era un modo di creare sviluppo socio economico combattendo il degrado e l’abbandono, cioè cercando di rimuovere i contesti sfavorevoli in cui parte consistente della popolazione italiana vive. Queste condizioni oggettive sono uno dei limiti che impediscono integrazione sociale e l’uscita dalla povertà».

«A settembre alla Camera speriamo di modificare il provvedimento», conclude Zardini. «Certo da soli come Pd non abbiamo i numeri, ma confidiamo di convincere molti colleghi. Anche se, dalle dichiarazioni di molti leghisti sembrano o non aver capito la portata dei tagli o più semplicemente fanno finta di nulla».