Bacanal, è polemica sugli striscioni contro l’immigrazione

La polemica tra il consigliere Andrea Bacciga e l’associazione Non una di meno prosegue. Campo del duello la sfilata dei carri allegorici dello scorso 1 marzo, durante la quale su uno dei carri era riportato lo striscione “Stop immigrazione” . Un gesto che ha suscitato commenti sdegnati all’immagine postata su Facebook, legati non tanto alla lettera del  messaggio quanto al fatto di veicolare messaggi politici in un contesto “giocoso” qual è il Carnevale.

“Ed eccolo il carnevale di Verona! Con i suoi carri con slogan come “stop immigrazione” che passano davanti ai bambini e alle bambine, con il sindaco di Verona Federico Sboarina sorridente in testa al corteo e con il suo consigliere Andrea Bacciga che ha fatto il saluto fascista in aula alle attiviste di Non Una di Meno Verona vestito, per l’occasione, proprio da ancella” è l’inizio del post pubblicato nel pomeriggio della sfilata, che prosegue con la conclusione “il carnevale è arrivato e questo è il risultato: bandiere fatte a immagine e somiglianza di quelle dell’Hellas Verona, nota per la sua tifoseria di estrema destra, e carri con slogan politici altrettanto neri.”

Sono stato criticato dalle Lady Oscar, poiché ho osato indossare il vestito da ancella, il venerdì gnocolar, durante la sfilata dei carri. Ma per voi qual è la normalità: vestirsi da ancella in un luogo istituzionale durante il Consiglio Comunale o a carnevale?” È stata la replica dell’esponente del Consiglio comunale il giorno dopo.

 

Alla data di venerdì a mezzogiorno risale però un’altra foto dell’esponente di Battiti. Il consigliere ha postato infatti una foto che lo ritrae in Piazza San Zeno mentre tiene una birra in mano corredandola della didascalia “Non una birra di meno” e “Stato di venerdì gnocolar permanente” motteggiando l’iniziativa di agitazione permanente dell’associazione.

Carnevale atipico anche in terra romana, dove alla sfilata dei carri allegorici di Formello, alle porte di Roma, è apparso un finto barcone affollato di figuranti dalla faccia dipinta, il tutto avvolto nel tricolore. Sul vascello le scritte piene di luoghi comuni come “Vogliamo il wi fi”, “No pago affitto” , citando i provocatori titoli di Bello Figo. Uno spettacolo che non lasciava dubbi sul messaggio. Immediata la condanna del Pd: “Usare una festa popolare, di gioia, divertimento puro per irridere, offendere chi arriva in Italia dopo aver superato sacrifici incredibili e a rischio della vita è becero, e una vera istigazione al razzismo”, scrive il segretario del Pd Lazio Bruno Astorre. “Abbiamo il dovere di fermare tutto questo“, commenta Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Civica Zingaretti in Regione Lazio.