Assessore Polato, dura stoccata a Tosi

Polato-Daniele

L’assessore della giunta Sboarina, che ricoprì l’incarico a Palazzo Barbieri anche con Flavio Tosi, giudica arrogante l’atteggiamento dell’ex sindaco in merito alle vicende legate al traforo e non solo

L’ultima parola sulla questione traforo, almeno nella proposta diventata cavallo di battaglia nel decennio scorso durante l’amministrazione dell’ex sindaco Flavio Tosi, si avrà probabilmente con la pronuncia del Consiglio di Stato nei prossimi mesi. L’azienda Technital, capofila dell’ATI “bocciata” nei giorni scorsi con la sentenza del Tar, ha annunciato infatti di ricorrere al nuovo grado di giudizio per far valere le proprie ragioni.

Nel frattempo, proprio la sentenza del tribunale amministrativo regionale sta riaprendo la bagarre di natura politica, con stoccate e controstoccate da parte degli attori coinvolti in questa partita. Dalla minoranza tosiana si sottolinea come molti di coloro che oggi condannano l’opera, erano parte di quell’amministrazione, la prima di Flavio Tosi, che diede il placet al traforo.

Uno di questi è l’attuale assessore Daniele Polato che ieri sera ha commentato duramente le vicende di queste ultime ore: «Traforo, Fondazione Arena e filobus dimostrano l’ipocrisia e l’arroganza amministrativa dell’ex sindaco Tosi, che ha portato al totale isolamento di Verona. Nel merito del progetto del traforo, bisogna ricordare che per anni, nonostante gli stessi soggetti attuatori dichiarassero che l’opera non era bancabile, l’allora sindaco ha avuto un atteggiamento superficiale pur sapendo che nessuna opera pubblica viene realizzata senza le necessarie risorse. Nonostante questo – ha proseguito Polato – con la sua solita arroganza, si è posto in contrasto con i pareri degli uffici tecnici del comune che in più occasioni hanno sostenuto la mancanza dei requisiti. Non ha nemmeno tenuto conto delle richieste di modifiche del progetto avanzate dagli stessi soggetti attuatori e dalle banche; mancava la sostenibilità economica, lo sapevano tutti. Sarà per questo che non ha fatto le transazioni che oggi pretende dagli altri e che lui ha avuto tre anni di tempo per farle».

Sul traforo, appena uscita la sentenza, si era espresso anche un altro assessore dell’attuale maggioranza, Luca Zanotto, ribadendo che una soluzione alternativa a nord va comunque pensata. Posizione ribadita anche dal collega Polato: «In maniera completamente diversa, nessuno dell’attuale amministrazione dal sindaco agli assessori agli allora consiglieri comunali, si è mai tirato indietro rispetto al passante nord, noi facciamo della coerenza la nostra linea comportamentale. Siamo tutti convinti che in quella zona di Verona servano opere viarie necessarie per lo snellimento del traffico, l’abbiamo sempre detto, ma l’azione politica deve essere supportata dalla coerenza tecnica, altrimenti si rischia di fare come l’ex sindaco: solo promesse sulla carta e illusioni ai cittadini. In merito al finanziamento dei 53 milioni della A4 holding, inoltre, non è mai stata siglata nessuna convenzione con il Comune, l’unico atto amministrativo che necessariamente vincola quei Fondi. E comunque, in attesa della sentenza del Tar, incontrando il presidente dell’A4 holding, già a luglio, abbiamo ottenuto la garanzia di utilizzo della somma per opere viabilistiche».

L’assessore alla sicurezza e alle aziende ed enti partecipate ha puntato lo sguardo su altre opere: «Persino su Castel San Pietro c’è stata la sua ennesima promessa da Pinocchio. Tosi aveva annunciato il grande museo della città dimenticandosi però di destinare le risorse minime necessarie al trasferimento del museo di scienze naturali e all’allestimento museale. Nei libri di storia cittadina, il consigliere Tosi sarà ricordato per tutto quello che ha promesso e mai realizzato, sempre ovviamente a dir suo, per colpa degli altri, e oggi, nonostante le sue ripetute assenze in consiglio comunale, noi stiamo cercando di riparare ai ultimi cinque anni, anni di gloria e di fare incompreso».

Daniele Polato ha poi concluso rincarando la dose: «Lo sport di prendere in giro i cittadini con progetti irrealizzabili ha comunque già trovato la sua condanna nelle recenti elezioni amministrative. Verona si ama e si fanno progetti realizzabili, non si usa per campagne elettorali perenni. Gli stessi veronesi hanno scelto diversamente perché hanno capito che tutte le promesse di Tosi erano solo libri dei sogni, che infatti non si sono avverati».