Attentato alla Lega a Treviso. L’indignazione del Carroccio

Pioggia di tweet e reazioni da parte dei politici leghisti a seguito dell’attentato alla sede del Carroccio di Treviso avvenuto stanotte. A rivendicare l’attacco sarebbe stata una fantomatica cellula anarchica che ha piazzato due ordigni fuori dal K3. Salvini: “Andiamo avanti, più forti di prima”.

Indignazione e biasimo sono i sentimenti espressi in queste ore da parte di molti esponenti della Lega per quanto avvenuto ieri notte al K3, storica sede della Lega a Villorba, dove è esploso un ordigno posizionato all’esterno della struttura.

L’esplosione non avrebbe coinvolto nessuno e non avrebbe provocato danni all’edificio. Una seconda bomba carta, che secondo le prime informazioni era collegata ad un meccanismo di innesco, è stata rinvenuta sempre nei pressi della sede leghista e fatta esplodere dagli artificieri. L’attentato è stato rivendicato da una sedicente cellula anarchica “Haris Hatzimihelakis / Internazionale”, fattasi avanti con un volantino pubblicato su internet, in cui cita i “compagni della cellula Santiago Maldonado, che hanno proposto di rafforzare gli attacchi alla pace dei rappresentanti e complici del dominio”.

A cascata sono arrivati i tweet di Matteo Salvini, leader del Carroccio e ministro dell’Interno che ha scritto sul suo profilo: “Cercano di fermarci, ma violenti e delinquenti non ci fanno paura. Andiamo avanti, più forti di prima”.


A fargli eco il ministro veronese della Famiglia e delle Disabilità Lorenzo Fontana che, sempre su Twitter, ha affermato: “Non ci fate paura! Non ci fermerete! Forza Liga Veneta, Forza Lega”.

Condanna anche da parte del governatore del Veneto, Luca Zaia: “Esprimo la mia più ferma condanna per l’attentato alla sede della Lega di Treviso. Si sia trattato di un atto dimostrativo o della volontà di far del male, di ordigni ad alto potenziale oppure no, poco importa: si tratta comunque di un atto gravissimo, esecrabile, speriamo non il primo di una possibile inquietante spirale”.

“Un bruttissimo segnale – prosegue Zaia – contro quella che non è soltanto la sede storica di un movimento e di un partito, ma anche un luogo dove i cittadini e i militanti si ritrovano per un confronto che deve sempre essere aperto, franco e democratico. Da noi è così, se qualcuno altro vuol far prevalere altri linguaggi, sappia che troverà sempre una ferma e condivisa opposizione democratica”.

“La rivendicazione giunta – conclude il presidente – ci riporta a tristi epoche e ad allucinanti linguaggi che credevamo ormai dimenticati. Se così non è, questi nemici della democrazia sappiano che troveranno una società veneta pronta a respingerli nel nome del confronto civile e della difesa delle istituzioni democratiche”.