Attacco hacker agli ospedali di Verona, ripristino quasi completo

Dopo l’attacco hacker all’Azienda ospedaliera di Verona, da domani alle 12 tornano operative le casse e gli sportelli automatici. Il Centro prelievi dalle 7 di giovedì.

Callisto Marco Bravi, direttore dell'Aziende ospedaliera universitaria integrata di Verona
Callisto Marco Bravi, direttore dell'Aziende ospedaliera universitaria integrata di Verona

Da domani – mercoledì 25 ottobre – alle 12 ripartirà il sistema informatico ospedaliero, attaccato domenica notte alle 22.30 dagli hacker. L’azione di pirateria informatica ha messo fuori uso tutti i computer aziendali, facendo scattare l’immediata procedura di emergenza messa a punto con l’avvio del Sio lo scorso giugno.

L’ospedale ha infatti continuato ad essere operativo sia nei reparti sia negli ambulatori in modalità cartacea, garantendo tutte le prestazioni con un inevitabile allungamento dei tempi.

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Dalle 12 di domani torneranno ad essere operative anche le casse e gli sportelli automatici per le prenotazioni e i pagamenti, mentre il Centro prelievi sarà di nuovo operativo dalle 7 di giovedì mattina. I pc aziendali sono dalle 15 di oggi tutti utilizzabili perché bonificati e non più infetti, accessibili anche le cartelle di rete.

In un giorno e mezzo, i tecnici informatici Aoui, con l’ausilio dei tecnici regionali, hanno verificato tutto il sistema, avviato il ripristino e recuperati i dati nei server principali: 330 su 430. I restanti saranno resi disponibili entro stasera. Il Sio (nuovo Sistema informatico ospedaliero) ha garantito che non ci fosse perdita di dati perché custoditi nel cloud, data center esterno che non è stato in alcun modo compromesso.

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Callisto Bravi, direttore generale Aoui, dichiara: «Per ragioni organizzative in una macchina complessa come il nostro ospedale, abbiamo stabilito nelle ore 12 di domani, mercoledì, la ripartenza generale del nostro sistema informatico. Si evitano in questo modo disallineamenti. Le prestazioni sono state sempre erogate e il nostro personale ha dato una grande prova di responsabilità e di dedizione alla propria missione al servizio del paziente. Ringrazio tutti i dipendenti Aoui e il presidente Zaia, che è stato da subito al nostro fianco, per il supporto e la collaborazione. Ringrazio anche gli utenti che hanno dimostrato comprensione».

Professor Flavio Ribichini, direttore UOC Cardiologia: «Gli ambulatori hanno funzionato regolarmente sia ieri che oggi. Abbiamo avuto qualche difficoltà nell’elaborazione dei referti che abbiamo dovuto predisporre in modalità cartacea, e che successivamente dovremo trascrivere al computer. Voglio rassicurare sul fatto che non ci sia alcun problema legato alla sicurezza del paziente dal punto di vista clinico, solo un lavoro più impegnativo per noi medici non avendo potuto consultare ‘lo storico dei pazienti’ nel caso in cui non avessero portato con sé l’esito degli esami precedenti. Il pronto soccorso e il SUEM 118 hanno continuato ad indirizzarci pazienti con problemi cardiaci. Nessuno è stato mandato a casa».

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Dottor Gian Franco Veraldi, direttore UOC Chirurgia Vascolare ed Endovascolare: «Il piano di emergenza attivato subito dalla direzione ha funzionato: il coordinamento dei direttori con la direzione centrale ci ha consentito di essere aggiornati in tempo reale su tutte le fasi dell’emergenza e su come procedere. Ieri abbiamo ritardato leggermente l’inizio degli interventi e ne è saltato solamente uno, ma oggi, con la piena conoscenza delle procedure da adottare, siamo stati subito pronti e preparati. La nostra principale necessità consiste nel poter visionare le immagini prima di entrare in sala operatoria: per questo ho chiesto a tutti i miei collaboratori di recuperarle, per averle a disposizione prima degli interventi. Ritengo comunque che sia stato fondamentale isolarci digitalmente per evitare furti di dati e violazione della privacy dei nostri pazienti».

Prof. Mauro Zamboni, direttore Geriatria B: «Siamo un po’ ritornati al passato, è vero, abbiamo ripreso in mano tutte le abitudini che avevamo quando la rivoluzione digitale non ha modificato le modalità di lavoro. Ma la nostra priorità è stata quella di tenere la barra dritta sul paziente dedicandogli la massima attenzione per quanto riguarda la qualità dell’assistenza. Certo, speriamo che entro domani la situazione possa ritornare alla normalità perché l’informatica facilita indubbiamente il nostro lavoro soprattutto per l’accesso ai dati dei pazienti e per la velocità nella refertazione».

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