ATS Ven-27 e dimissioni sindaci nell’Est. CISL FP: «Ora la frittata è fatta»
Redazione
Le dimissioni dei sindaci e dei consigli comunali di San Bonifacio e Colognola ai Colli riaccendono il dibattito sulla gestione dei servizi sociali nell’Est Veronese e sul futuro dell’ATS Ven-27, l’Ambito Territoriale Sociale che coordina le politiche socio-assistenziali del territorio.
Alla base della crisi istituzionale c’è la scelta, fortemente contestata dai sindacati, di costituire l’ATS come azienda speciale economica, una forma giuridica che – secondo i sindacati e parte del mondo amministrativo – rischia di aprire la strada alla privatizzazione del welfare locale e di mettere in discussione lo status pubblico dei lavoratori.
A denunciare la situazione è la CISL Funzione Pubblica Verona, che da mesi contesta l’impostazione adottata dagli enti locali coinvolti. Secondo il sindacato, la scelta dell’azienda speciale economica si porrebbe in contrasto con gli orientamenti espressi da Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, INPS, Corte dei Conti Veneto e Regione Veneto, che indicano per gli ATS la natura di enti pubblici non economici, pienamente inseriti nel perimetro della Pubblica Amministrazione.
Una linea, questa, coerente con l’impianto nazionale degli Ambiti Territoriali Sociali, nati per garantire uniformità, controllo pubblico e tutela dei servizi rivolti alle fasce più fragili della popolazione.
Le dimissioni e le conseguenze politiche
Le dimissioni arrivate in questi giorni vengono lette dal sindacato come l’epilogo di un percorso “forzato”, portato avanti nonostante i pareri contrari e le criticità segnalate. Dal punto di vista politico-amministrativo, l’uscita di scena dei vertici comunali apre ora una fase di incertezza che rischia di ripercuotersi direttamente sui servizi sociali del territorio: «Prima si sceglie contro ogni logica, contro ogni parere tecnico, contro ogni buon senso, una forma giuridica economica che apre la porta alla privatizzazione dei servizi sociali. Poi, quando le conseguenze iniziano a pesare, ci si dimette. I servizi sociali non sono un giocattolo politico. Non sono un business da affidare al mercato. Non sono un terreno di sperimentazione amministrativa» affonda il segretario di CISL FP Verona, Giovanni Zanini.
Il nodo del welfare locale
La vicenda dell’ATS Ven-27 si inserisce in un dibattito più ampio che attraversa il Veneto e altre regioni: come coniugare efficienza gestionale e tutela del carattere pubblico dei servizi sociali. Un tema reso ancora più sensibile dall’aumento dei bisogni sociali e dalla scarsità di risorse.
Per la CISL FP Verona, la strada è chiara: fermare l’attuale impostazione, ricondurre l’ATS a un ente pubblico non economico e garantire continuità e legalità nella gestione del welfare territoriale. Il sindacato annuncia inoltre di essere pronto a tutelare i lavoratori “in ogni sede”.
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