ATS Ven-27, CISL FP contro la forma giuridica “economica”

Redazione

| 15/01/2026
CISL FP Verona denuncia l’imposizione della forma giuridica “economica” per il nuovo Ambito Territoriale Sociale Ven-27, contestando il metodo decisionale adottato e i possibili rischi per servizi sociali, lavoratori e cittadini fragili.

È forte la presa di posizione della CISL FP Verona sulla nascita del nuovo Ambito Territoriale Sociale Ven-27 dell’Est Veronese. In un comunicato, il sindacato denuncia quella che definisce «una scelta gravissima» compiuta dalla maggioranza dei sindaci: l’adozione della forma giuridica di azienda speciale “economica” per la gestione dei servizi sociali.

Secondo la CISL FP, la decisione sarebbe stata imposta «a colpi di maggioranza», senza il consenso unanime dei primi cittadini e senza un adeguato confronto democratico. La critica si concentra in particolare sull’incontro svoltosi qualche sera fa, «durante il quale – si legge nella nota – l’assessora di San Bonifacio, Debora Marzotto, avrebbe messo ai voti la proposta senza consentire le dichiarazioni di voto. Un atto grave, che ha portato quattro sindaci ad abbandonare la seduta, tre ad astenersi e uno a
votare contro. Nonostante ciò, la maggioranza ha tirato dritto, sostenuta dagli interventi di due sindaci, che hanno negato ogni rischio di privatizzazione, mostrando un atteggiamento di ostinata chiusura verso ogni richiamo al buon senso e alla normativa vigente».

Nel comunicato, firmato dal segretario generale Giovanni Zanini e dal responsabile del Dipartimento Enti Locali Stefano Mazzoni, la CISL FP Verona richiama una serie di prese di posizione istituzionali che andrebbero in direzione opposta rispetto alla scelta adottata nell’Est Veronese. Vengono citate linee guida e note del Ministero del Lavoro, una nota INPS dell’ottobre 2025, il parere n. 136/2025 della Corte dei Conti del Veneto e indicazioni della Regione Veneto, tutte concordi nel ritenere che gli ATS socio-assistenziali debbano essere enti pubblici non economici, inseriti nel perimetro della Pubblica Amministrazione.

Il sindacato sottolinea inoltre un ulteriore rischio: quello legato allo status giuridico dei lavoratori trasferiti dagli enti locali al nuovo ATS. L’adozione della forma “economica” potrebbe infatti, secondo la CISL FP, far venir meno l’inquadramento come dipendenti pubblici ai sensi del decreto legislativo 165/2001.

«La privatizzazione dei servizi sociali non è accettabile» ribadisce CISL FP che annuncia una diffida formale alle amministrazioni coinvolte, invitandole a rivedere le proprie decisioni e a riallinearsi alle indicazioni normative e istituzionali. In caso contrario, il sindacato dichiara che tutelerà il personale «in ogni sede opportuna».

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