Assemblea 17 Dicembre denuncia “un saluto romano” dal palco per Palach

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Non si arrestano le polemiche sull’evento “Terra e libertà” dedicato a Jan Palach, organizzato dall’associazione Nomos. Torna sull’argomento il gruppo “Assemblea 17 Dicembre”, con un comunicato in cui denuncia “un saluto romano fatto dal palco”.

Il consigliere comunale Andrea Bacciga ci aveva ieri parlato di “repressione della sinistra“, in riferimento ai numerosi attacchi rivolti all’evento “Terra e libertà” organizzato con l’associazione Nomos per la memoria di Jan Palach.

Il gruppo “Assemblea 17 Dicembre“, fra i primi a esternare malumori per la scelta di ospitare gruppi musicali vicini all’estrema destra, torna sull’argomento ad alcuni giorni di distanza dal concerto di sabato scorso.

Il fulcro della critica rimane l’area politica dei gruppi musicali sul palco. “Le istituzioni, come la stessa associazione Nomos, si sono barricate dietro l’immagine sociale e culturale dell’evento, non riuscendo a smentire la realtà di gruppi musicali ben inseriti nel variegato mondo dell’estrema destra“.

Scrive così Assemblea 17 Dicembre nell’ultimo comunicato e sulla pagina Facebook “Veronesi aperti al mondo“, denunciando “un saluto romano fatto dal palco“, che sarebbe “ben visibile in uno dei video che circolano sui social e che siamo sicuri non sia stato l’unico”.

I pochi secondi sotto accusa da parte di Assemblea 17 Dicembre ritraggono due membri delle band sul palco che, concludendo una canzone, si abbracciano e alzano un braccio. Difficile giudicare se si tratti di un saluto romano o un gesto di circostanza. Il video è contenuto in un commento pubblicato da una partecipante al concerto.

Assemblea 17 Dicembre ha ripercorso tutta la vicenda dal proprio punto di vista: “Sabato 19 Gennaio, in un capannone nella campagna di Vigasio – inizia così il comunicato –, dopo il doppio sfratto dal teatro Stimate e da Movieland, si è tenuto il ‘tanto atteso’ concerto nazi rock, organizzato dalla neonata associazione Nomos – Terra e Identità. Una associazione formata da alcuni volti noti dell’estrema destra veronese, che in tempi record, a meno di un mese dalla costituzione, è riuscita a farsi assegnare il patrocinio del comune e la sponsorizzazione della partecipata Agsm per il suo primo evento”.

“Anche per il secondo, cioè il concerto in oggetto – continua Assemblea 17 Dicembre –, nonostante la mobilitazione internazionale che ha posto negativamente Verona sotto i riflettori d’Europa, la Provincia, il Consiglio comunale e la partecipata Serit hanno concesso ad una associazione esistente da pochi mesi il proprio patrocinio. Una causa difesa strenuamente con cui la destra radicale di Verona ha cercato di camuffare il proprio animo neo-fascista e violento dietro la storia di Jan Palach”.

Assemblea 17 Dicembre conclude così il comunicato: “Non sappiamo se il braccio sia teso a 120° o a 135°, come piacerà minimizzare al consigliere Andrea Bacciga, che era presente al concerto e che lo ha sponsorizzato per settimane: sappiamo che avremmo preferito che un evento fascista non fosse. E che non fosse legittimato dalle istituzioni che rappresentano tutte e tutti i cittadini veronesi”.