Asili privati chiusi, ma rette quasi integrali: la testimonianza di un papà

Ancora una testimonianza da parte di genitori in difficoltà nel confrontarsi con gli asili privati. Le strutture sono chiuse, ma le rette quasi integrali.

IMAGO ECONOMICA 2020 - asili privati asilo rette

Continua la discussione sugli asili privati. Prima ancora della chiusura dei negozi e delle attività produttive non necessari, sul territorio nazionale è arrivata la chiusura delle scuole, di ogni ordine e grado, dagli asili alle università.

Proprio la chiusura degli asili ha creato il dibattito più spinoso fra famiglie e titolari: si tratta in gran parte di strutture private, con costi che gravano sulle famiglie. Famiglie che, inoltre, devono trovare alternative per la “gestione” dei figli.

Nelle scorse settimane avevamo pubblicato l’appello delle strutture private veronesi, in difficoltà, e dato voce ai problemi e al punto di vista dei genitori. Abbiamo ricevuto un’altra testimonianza da parte di un papà, che si interroga sulla gestione dell’emergenza da parte degli asili.

«Mandare un figlio all’asilo nido costa, non è gratis. Il servizio pubblico non soddisfa le esigenze di tutti e ti devi rivolgere ad una struttura privata per una retta media mese di 600 euro».

«Gli asili nido privati della nostra città stanno chiedendo alle famiglie la corresponsione della retta dal 75% al 95% a fronte di un servizio non erogato, quando essendo strutture private hanno l’obbligo di assumersi il rischio di impresa come tantissime attività obbligate alla chiusura in questo difficile periodo. Legalmente nulla sarebbe dovuto, ma non è semplice trovare una alternativa. E questa è una vergogna».

«Molti genitori sono liberi professionisti o imprenditori e si trovano nella situazione di dover sopportare il rischio della propria attività e quello dell’asilo, temendo di reagire ad un comportamento, lo ripeto, vergognoso. Notti insonni a cercare di capire cosa fare. Pagare o non pagare? Ritirare il bambino perché non ce lo si può permettere? Cercare una trattativa? E poi come facciamo?».

«Alcune famiglie hanno chiesto una riduzione della retta al 50% alla quale è stato risposto assolutamente no. E non sono famiglie abbienti. Ci sono diverse famiglie in questa situazione e non sanno cosa fare».

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