Scuole infanzia comunali di Verona, sindacati: «Carenza di personale e nessun ascolto dal Comune»

Cronica mancanza di personale, eccesso di straordinari, graduatorie aperte soltanto per assunzioni a tempo determinato e mancato ricambio tra le alte professionalità di coordinamento pedagogico. Questa mattina le categorie sindacali del Pubblico impiego e della Scuola di Cgil, Cisl, Snals, Confsal, Csa Verona hanno illustrato le ragioni che hanno portato a dichiarare lo stato di agitazione…

Cronica mancanza di personale, eccesso di straordinari, graduatorie aperte soltanto per assunzioni a tempo determinato e mancato ricambio tra le alte professionalità di coordinamento pedagogico. Questa mattina le categorie sindacali del Pubblico impiego e della Scuola di Cgil, Cisl, Snals, Confsal, Csa Verona hanno illustrato le ragioni che hanno portato a dichiarare lo stato di agitazione del personale docente delle scuole dell’infanzia comunali.

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Le criticità evidenziate dai sindacati

Funzionalità del servizio

Mancanza di personale

«Ad oggi nessuna assunzione è prevista per poter pensare di iniziare il prossimo anno scolastico senza i medesimi problemi e le arcinote difficoltà, col rischio, neppure tanto eventuale, di avere un aggravamento della situazione ed un peggioramento delle condizioni di lavoro del personale docente, (chiamato a fare straordinari, a doppi turni o spostato da sostegno a copertura di assenze in sezione, anche in presenza dei bambini certificati) e un decadimento della qualità del servizio reso alla cittadinanza», affermano i sindacati.

Aggiungono: «In particolare, è evidente che per il servizio delle Scuole dell’Infanzia di Verona sia oramai improrogabile bandire un concorso pubblico per dotarsi di una graduatoria di personale qualificato che possa occupare non solo i posti vacanti che si sono venuti a creare a seguito di pensionamenti o di eventuali spostamenti-cambi di servizio, ma anche di personale supplente in grado di integrare e colmare le esigenze, più o meno temporanee, che si verificano ogni anno scolastico. La risposta dell’Amministrazione è invece quella di chiudere sezioni, svendere scuole o creare accorpamenti di sezioni ad altre scuole, giustificando con il calo delle nascite e delle iscrizioni tali scelte. Di fatto obbligando le famiglie a scegliere altre tipologie di scuole (statali, paritarie) per non rischiare di restare “appiedati” o in lista di attesa. Attualmente, purtroppo, esiste solo una sola ed insufficiente graduatoria per insegnanti a tempo determinato, in scadenza nella prossima estate, tanto che l’Amministrazione è costretta ad attingere alla graduatoria per educatrici di Nido (anche i Nidi, tra l’altro, sono in grave sofferenza di personale). È ormai diffuso il malessere tra il personale che si trova spesso in situazioni di emergenza per la non sostituzione delle assenze e ciò crea difficoltà nell’erogare un servizio attento e di qualità».

«Anche l’organizzazione del coordinamento centrale, in cui erano previste alcune figure di coordinamento pedagogico, (mai messe a bando di concorso né interno né esterno) e la sostituzione di profili altamente qualificati ed esperti in ambito della scuola dell’infanzia non ha avuto alcun riscontro. Ad oggi i compiti di coordinamento centrale sono suddivisi prevalentemente tra le coordinatrici pedagogiche di provenienza dal concorso per educatore responsabile di nido 0-3. Di fatto questo ha impedito a tutto quel personale docente, con titoli ed esperienza specifica, di poter accedere ad un avanzamento di carriera e nel contempo di arricchire il servizio con professionalità già esistenti e consolidate. Si segnala ulteriore disorganizzazione nei rapporti con Agec, che possono avere anche pesanti ricadute sul servizio e sulle docenti (vedi recente assemblea Agec con le scuole lasciate senza sorveglianza e con indicazioni poco chiare)».

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Criticità di tipo contrattuale

Mancanza di trasparenza e di condivisione

Evidenziano i sindacati: «Il confronto sull’applicazione del nuovo contratto, in particolare sulle progressioni verticali in deroga disposte dall’ Art 13 del CCNL 16-11-22 per il personale del settore educativo e scolastico non ha avuto alcun avvio, nonostante i tempi siano ben definiti nel contratto stesso».

Per CCNL scuola «si sottolinea ancora una volta il mancato rispetto degli accordi e delle tempistiche di confronto: apertura delle trattative 13 mesi dopo la scadenza di chiusura prevista dal CCNL, mancato confronto su risorse non utilizzate per trattamento economico accessorio, mancato recupero arretrati contrattuali».

Le organizzazioni lamentano poi la «continua mancanza di ascolto e di confronto, nonostante le innumerevoli segnalazioni e richieste di incontro da parte sindacale, al fine di trovare e condividere le necessarie soluzioni a garanzia della qualità del servizio e dei lavoratori. Altrettanto carente è l’informativa sindacale, spesso le comunicazioni avvengono a mezzo stampa, senza alcuna informativa o dialogo in merito ai servizi e alle ricadute sul personale interessato».

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Perdita della dignità professionale

«Nelle scuole il personale docente è considerato sempre più “mero esecutore” di scelte prese in altra sede, senza alcun rispetto per le attività programmate collegialmente e senza alcun coinvolgimento nella scelta di formazione e aggiornamento – aggiungono i sindacati -. Il disappunto è ancor più grande quando, a fronte di una richiesta esplicita di partecipazione ad eventi formativi programmati dall’Amministrazione, poi vengono conteggiate in modo diverso le ore effettivamente fatte. Alle docenti vengono fatte richieste di attività anche in periodi di sospensione del servizio ( periodi di vacanza, estate, ecc) senza un accordo preventivo con le parti sindacali e con modalità differenti da scuola a scuola».

La denuncia dei sindacati

«Per tutto ciò descritto, riteniamo necessario denunciare e rendere la cittadinanza pienamente cosciente della situazione in cui si trova e dare un segnale forte all’Amministrazione, chiedendo quanto voglia davvero investire nel patrimonio delle Scuole dell’Infanzia comunali e nei Servizi 0-6 (compresi i Nidi comunali), garantendo la dignità alla scuola e ai servizi e assicurando effettivamente appieno i diritti di tutte e tutti, compreso il diritto alla scuola di qualità per le nostre bambine e i nostri bambini, che saranno il nostro futuro».

«Questo può avvenire solo pretendendo il riconoscimento del personale e della sua professionalità, assicurando le condizioni perché possa svolgere il proprio lavoro nel migliore dei modi nei confronti dell’utenza e nel rispetto dei diritti sindacali; promuovendo un’autentica inclusività in ragione dei bisogni reali dei piccoli utenti, in particolare di chi porta bisogni educativi speciali, attraverso la scelta di dedicare
personale di sostegno con gli stessi standard della scuola statale. La progettualità di servizi innovativi non può essere attuata senza prendere pieno carico dei servizi già in essere e non può essere pretesa a costo zero, traducendosi in un costo pagato dal personale e dall’utenza».

«Per quanto sopra esposto, le Organizzazioni Sindacali dichiarano lo stato di agitazione del personale docente delle scuole dell’infanzia del Comune di Verona. Vogliamo parlare alle famiglie, alle mamme e ai papà: la nostra lotta è la vostra. Noi chiediamo di lavorare meglio per dare un servizio di qualità. Vogliamo che nelle nostre scuole i bambini e le bambine possano trovare un ambiente di crescita sano e ricco di opportunità, e che le sezioni/classi non si riducano ad un mero parcheggio».

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La replica dell’Amministrazione

«L’Amministrazione rinnova come sempre la disponibilità al confronto, con lo spirito di dialogo e collaborazione di sempre – sottolinea l’assessore al Personale Michele Bertucco -. Riguardo alla mancata copertura di organico, si fa presente che fin da settembre tutto l’organico era completo, che dunque smentisce una reale esigenza di ampliamento del personale. Inoltre non c’è alcuna volontà di privatizzare, come invece paventato dal comunicato stampa, alcune scuole sono passate in gestione allo Stato. Sorprende che la conferenza stampa di oggi abbia come oggetto argomenti che sono all’ordine del giorno all’incontro di conciliazione e raffreddamento con il viceprefetto in programma domani. In quell’occasione risponderemo punto per punto, ma ci sembra che la situazione descritta non corrisponda a quella effettiva».

«L’investimento fatto in questo anno e mezzo, in competenze pedagogiche e in esperienze educative di altissima qualità, arricchisce ancor più l’offerta qualificata delle nostre scuole dell’infanzia nell’interesse di bambini, bambine e genitori che le frequentano – aggiunge l’assessora alle Politiche educative e scolastiche Elisa La Paglia -. Sono da sempre a disposizione per chiarimenti sia sugli investimenti effettuati e anche in merito alla qualità dei servizi».

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