Arretrati ridotti e tasse a sorpresa: infermieri veronesi nella morsa del nuovo CCNL

Redazione

| 20/11/2025
Arretrati ridotti e tasse in aumento: mentre gli infermieri veronesi si preparano alla “stangata”, l’AOUI sigla un accordo da quasi due milioni per attrarre e sostenere il personale.

A Verona il mondo sanitario vive una fase di forte contraddizione. Da un lato, gli infermieri dell’Ulss 9 Scaligera e dell’AOUI si trovano a fare i conti con una sorpresa tutt’altro che gradita nella busta paga di novembre: gli arretrati previsti dal nuovo CCNL Sanità 2022-2024 non solo saranno parziali, ma molti professionisti rischiano addirittura di dover restituire allo Stato una parte di quanto percepito per le ore di pronta disponibilità svolte durante il 2025. Una “beffa fiscale” che colpisce circa 700 lavoratori e che, secondo i sindacati, mina ulteriormente la fiducia in un sistema già in affanno.

Il nodo riguarda l’aliquota agevolata al 5% introdotta per lo straordinario, che molti infermieri ritenevano applicabile anche alle ore di pronta disponibilità. Una convinzione sostenuta da indicazioni iniziali ma ribaltata dalla risposta n. 272/2025 dell’Agenzia delle Entrate, che ora impone di ricalcolare le imposte e restituire la differenza, pari a un ulteriore 25% sulle ore già prestate. «I dipendenti dovranno integrare l’imposta sostitutiva pagata nella misura ridotta, ritrovandosi a pagare un conguaglio salatissimo», denuncia Luca Molinari, responsabile Sanità UIL FPL Verona, sottolineando come lo Stato finisca per “dare e togliere nello stesso momento”, generando frustrazione tra gli operatori.

Ancora più duro il commento del segretario generale UIL FPL Verona, Marco Bognin, che evidenzia come gli arretrati riconosciuti copriranno solo il 2024 e parte del 2025, lasciando fuori gli anni 2022 e 2023. Una misura considerata insufficiente, soprattutto alla luce del fatto che gran parte delle somme servirà proprio a compensare il conguaglio fiscale ora richiesto. Per Bognin si tratta di una situazione «paradossale», che scarica sui lavoratori l’incertezza normativa e fiscale, mettendo in difficoltà chi per mesi ha riorganizzato turni, vita privata e perfino budget familiari sulla base di indicazioni poi rivelatesi non valide.

Mentre il personale fa i conti con questa doccia fredda, un altro fronte si muove. All’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona è stato infatti siglato un accordo importante nell’ambito del Piano di attrattività, con uno stanziamento di 1,935 milioni di euro destinati a welfare, indennità e riconoscimenti economici per i professionisti sanitari e sociosanitari. La trattativa, guidata dalla RSU del comparto sanità con in primo piano Nursing Up e Cgil, ha portato all’introduzione di voucher-welfare da 350 euro per ogni lavoratore e a un incremento delle indennità per lavoro notturno, pronta disponibilità e attività svolte in reparti particolarmente gravosi.

Si tratta di un segnale positivo, accolto favorevolmente dai sindacati, anche se non mancano le ombre. «Gli incentivi rappresentano un segnale doveroso e atteso, ma restano insufficienti», osserva Lorella Vidori, referente Nursing Up Verona. Il riconoscimento economico e il supporto al personale, pur necessari, non bastano a compensare le criticità strutturali che continuano a pesare sulla professione infermieristica, come la carenza di organico dovuta a pensionamenti, dimissioni, scarsa attrattività e turnover inadeguato. Vidori ricorda inoltre come proprio il tema della tassazione agevolata per la pronta disponibilità, prevista dal Patto della Salute, sia stato smentito dal parere dell’Agenzia delle Entrate, aggravando ulteriormente la situazione e trasformando un beneficio annunciato in un ulteriore danno economico per lavoratori e lavoratrici.

Il quadro che emerge è quello di una sanità territoriale segnata da forti contrasti: da un lato, l’impegno per valorizzare il personale tramite investimenti mirati; dall’altro, una normativa fiscale e contrattuale che genera incertezza e disparità, colpendo proprio chi garantisce ogni giorno la continuità dei servizi. Le organizzazioni sindacali chiedono ora interventi immediati e chiari da parte del Governo per ristabilire equità e tutela nei confronti di una categoria sempre più centrale, ma sempre più messa alla prova.

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